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Domenica 17 Maggio 2026
Castelli: «Losi ineleggibile? Dalla Lega mosse disperate»
La Lega segnala presunta ineleggibilità di Francesca Losi a Lecco. Il Partito Popolare del Nord accusa il Carroccio di “mosse disperate” e tradimento degli ideali: «Norme rispettate, trucchi da azzeccagarbugli»
Lettura 1 min.Lecco
«La Lega Salvini premier fa le mosse della disperazione». È durissima la replica di Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia nonché fondatore e tuttora leader di Partito popolare del nord, alla scelta del Carroccio di inviare una segnalazione a prefetto, segretario generale del Comune di Lecco e commissione elettorale in merito alla presunta ineleggibilità di Francesca Losi, candidato sindaco del partito alle comunali di Lecco del 24 – 25 maggio. Secondo la tesi presentata dai leghisti le mancate dimissioni di Losi da consigliere comunale a Pontida prima della sottoscrizione della candidatura porterebbero all’ineleggibilità alla carica di consigliere comunale o sindaco di Lecco.
«Riteniamo di aver rispettato le norme e ciò è testimoniato dal fatto che la candidatura è stata ammessa. Da un punto di vista della legittimità siamo sereni e si esprimeranno gli organi competenti nelle sedi opportune» osserva Castelli. A sostegno della loro tesi, i leghisti hanno richiamato tre pareri del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno e una sentenza della Corte di Cassazione del 2006. Il caso verrà affrontato nel dettaglio dopo il voto in caso di elezione di Losi a sindaco o consigliere comunale.
«È molto triste – aggiunge Castelli – per chi, come noi, è stato partecipe della vita della Lega nord, la quale, piaccia o no, ha influito in modo determinante nelle vicende degli ultimi trent’anni della vita politica italiana, vedere gli ultimi epigoni di un partito che ne ha tradito gli ideali ricorrere a questi mezzucci che nulla hanno a che fare con una competizione elettorale degna di questo nome. Sono così disperati? Davvero sono loro i primi a ritenere che i voti, pochi, che raccoglieranno non deriveranno da un leale confronto di idee ma da trucchi da “azzeccagarbugli”? Di fronte a questo deserto prima etico che politico si rafforza ancora di più la convinzione che la scelta di fondare il Partito popolare del nord è stata ineludibile al fine di tenere accesa la fiammella della questione settentrionale da loro tradita e abbandonata».
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