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Martedì 27 Ottobre 2026
Cave, la Provincia di Sondrio riscrive il piano: meno estrazioni e più materiali riciclati
Al via il nuovo Piano delle attività estrattive, che sostituirà quello del 2016. Obiettivo: garantire sabbia e ghiaia per cantieri e opere pubbliche riducendo il consumo di risorse naturali e valorizzando il recupero degli inerti
Lettura 1 min.Sondrio
Garantire le forniture di sabbia e ghiaia necessarie all’edilizia e alle opere pubbliche in genere, riducendo al tempo stesso il prelievo di nuove materie prime e aumentando il ricorso ai materiali riciclati, questione quest’ultima particolarmente delicata su cui si è già dibattuto molto sul territorio.
Parte dalla necessità di trovare un equilibrio tra questi diversi aspetti il lavoro per il nuovo Piano delle attività estrattive della Provincia di Sondrio con l’obiettivo di definire dove, in quali quantità e a quali condizioni potranno operare le cave di inerti in Valtellina e Valchiavenna.
L’amministrazione provinciale ha avviato la redazione dello strumento che sostituirà il Piano cave approvato nel 2016. Per le imprese della filiera delle costruzioni si apre quindi una fase di pianificazione che riguarda la disponibilità dei materiali e le condizioni del loro approvvigionamento. Per Comuni e territorio, il confronto investirà la compatibilità delle attività estrattive con la salvaguardia del suolo, delle acque e del paesaggio.
Il nuovo PAE sarà il primo elaborato secondo l’impostazione della legge regionale del 2021. La novità riguarda il modo stesso di valutare il fabbisogno: accanto alla domanda di sabbie e ghiaie proveniente dai cantieri, bisogna considerare anche il contributo dei materiali recuperati. Il risparmio di materia prima e l’impiego di riciclati sono infatti elementi centrali della nuova programmazione, insieme alla coltivazione sostenibile delle cave.
Il Piano dovrà tenere insieme le esigenze del settore con l’obiettivo di contenere il consumo delle risorse naturali. La quota di domanda che potrà essere soddisfatta attraverso il recupero sarà dunque uno degli aspetti da considerare per orientare le scelte sull’estrazione.
In provincia di Sondrio questa valutazione si inserisce in un contesto particolarmente delicato. Sabbie e ghiaie si concentrano nei fondovalle e lungo i fiumi, dove la pianificazione deve confrontarsi con la protezione delle falde, dei corsi d’acqua e del paesaggio alpino, la gestione deve dunque mettere insieme esigenze produttive e tutela ambientale.
Alla redazione del Piano si affiancherà la Valutazione ambientale strategica, integrata con la Valutazione di incidenza sui siti della Rete Natura 2000. Le scelte saranno esaminate per i loro effetti sull’ambiente e sulle aree protette; per la parte relativa all’incidenza è previsto il parere della Regione Lombardia.
«Estrarre meno, recuperare di più, scegliere con attenzione dove intervenire e dove no: è questa la direzione - spiega il presidente della Provincia, Davide Menegola -. Lo faremo con un percorso trasparente, accompagnato passo dopo passo dalla valutazione ambientale e aperto al contributo di Comuni, associazioni e imprese. Un Piano di questo tipo orienta lo sviluppo di un territorio per i prossimi dieci anni: va costruito ascoltando».
La responsabilità della redazione è affidata a Simona Meago, responsabile del servizio Cave e Acque minerali. Silvia Dubricich, responsabile del servizio Ambiente e Rifiuti, sarà invece l’autorità competente per la Vas.
Per il comparto si apre dunque il confronto sulle regole che dovranno accompagnare il prossimo ciclo di attività. La questione di fondo, lo sa bene la Provincia, sarà concretizzare gli indirizzi sul recupero degli inerti e sul risparmio di risorse all’interno della programmazione che al tempo stesso deve essere capace di rispondere ai fabbisogni dei cantieri.
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