Elezioni a Mandello, il confronto su Unica TV. Le risposte di Fasoli e Mariani

Mandello si prepara a una sfida che profuma di ritorno al passato e insieme di resa dei conti sul futuro. Da una parte il sindaco uscente Riccardo Fasoli, alla guida del “Paese di tutti”, dall’altra Riccardo Mariani, già sindaco dal 2005 al 2015, candidato di “Casa Comune per Mandello Democratica”.

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Lecco

Mandello si prepara a una sfida che profuma di ritorno al passato e insieme di resa dei conti sul futuro. Da una parte il sindaco uscente Riccardo Fasoli, alla guida del “Paese di tutti”, che rivendica undici anni di amministrazione tra opere pubbliche, riqualificazioni e investimenti sul fronte turistico e sportivo. Dall’altra Riccardo Mariani, già sindaco dal 2005 al 2015, candidato di “Casa Comune per Mandello Democratica”, che punta invece sulla necessità di una svolta nella gestione quotidiana del paese e su una nuova attenzione ai servizi, alla manutenzione e alla qualità della vita. Sul tavolo ci sono temi che toccano direttamente la comunità mandellese: viabilità e svincolo della SS36, turismo e sicurezza, calo demografico, politiche per giovani e anziani, gestione dello sport e futuro urbanistico del territorio. Due candidati esperti, due visioni diverse di Mandello, accomunate però dalla consapevolezza che il paese stia attraversando una fase delicata, sospesa tra identità industriale storica, pressione turistica crescente e necessità di ripensare servizi e vivibilità. Il voto del 24 e 25 maggio diventa così non soltanto una scelta amministrativa, ma anche una decisione sulla direzione che Mandello vuole prendere nei prossimi anni.

Riccardo Mariani: «Serve una Mandello più vivibile tutto l’anno»

Perché ha deciso di tornare in campo dopo dieci anni da sindaco?

“La politica per me non è mai stata un’esperienza archiviata. Ho mantenuto un legame forte con Mandello e con la sua comunità. In questi mesi ho percepito una richiesta concreta di cambiamento, la sensazione diffusa che il paese abbia bisogno di una nuova fase amministrativa. Mi ricandido con una squadra molto preparata, competente e appassionata, che vuole mettere al centro la qualità della vita quotidiana dei cittadini.”

Il tema della viabilità resta centrale. Lo svincolo della SS36 verso Lecco è davvero realizzabile?

“È una priorità strategica per Mandello e per tutta la Riviera orientale. Parliamo di un’opera fondamentale non solo per il traffico ma anche per la sicurezza, per il sistema produttivo e per il soccorso. Noi lo avevamo già inserito nel piano di governo del territorio anni fa. È evidente che servono risorse nazionali e regionali, perché un comune da solo non può sostenere un investimento simile. Però il Comune deve fare pressione continua su ANAS, Ministero e Regione affinché quest’opera entri davvero nella programmazione.”

Mandello sta cambiando pelle anche dal punto di vista turistico. C’è il rischio di diventare una nuova Varenna?

“Il rischio esiste se non si governa il fenomeno. Nessun comune può affrontare da solo una trasformazione di questa portata. Serve una programmazione condivisa tra tutti i paesi della Riviera. Bisogna capire che modello turistico vogliamo costruire, che tipo di ricettività incentivare, come garantire equilibrio tra residenti e visitatori. Il turismo porta opportunità, ma senza regole rischia di snaturare il territorio.”

Sicurezza e baby gang: tema sempre più sentito. Come si affronta?

“Non basta parlare solo di repressione. Certo, servono controlli, presidio del territorio e videosorveglianza, ma il problema è anche educativo. Servono educatori di strada, un lavoro di rete tra comuni, scuole, famiglie e forze dell’ordine. Oggi il disagio giovanile è un tema nazionale e va affrontato con strumenti moderni. La conferenza dei sindaci della Riviera deve diventare anche un luogo di coordinamento su questi temi.”

Il calo demografico è una delle grandi emergenze italiane. Che ruolo può avere un comune?

“Un comune può fare più di quanto si pensi. Deve aiutare i giovani a restare e le giovani famiglie a scegliere Mandello. Penso a politiche sulla casa, agevolazioni per affitti residenziali stabili, servizi scolastici di qualità. Le scuole sono un presidio fondamentale e vanno difese. Se un paese perde giovani famiglie, perde futuro.”

Lei insiste molto sul tema della manutenzione quotidiana del paese.

“Perché è il primo contatto che i cittadini hanno con il loro comune. Le persone vedono strade, marciapiedi, cestini, tombini, illuminazione. In queste settimane ci sono arrivate tantissime segnalazioni su questo fronte. Le grandi opere sono importanti, ma non bastano se poi il cittadino percepisce trascuratezza nella vita quotidiana.”

Sul fronte sportivo come giudica i progetti avviati?

“Gli investimenti sul centro remiero e sull’area sportiva sono positivi. Il punto però è un altro: bisogna costruire una vera rete tra associazioni sportive e fare in modo che queste strutture siano inclusive e aperte a tutti, anche sul tema della disabilità. Le strutture da sole non bastano, serve un progetto gestionale condiviso.”

Anziani e RSA: dove si può intervenire concretamente?

“Le liste d’attesa sono un problema enorme. Il Comune deve prima di tutto conoscere meglio i bisogni dei propri cittadini. Non tutte le richieste di RSA hanno necessariamente bisogno di un ricovero immediato. Si può investire di più su assistenza domiciliare, domotica, sostegno ai caregiver, servizi di accompagnamento. Oggi esistono modelli innovativi che permettono di mantenere più a lungo le persone nella propria casa.”

Con una bacchetta magica, qual è la prima cosa che farebbe?

“Un grande piano straordinario di manutenzione del paese. Mandello deve tornare a essere percepito come un luogo ordinato, curato, vivibile in ogni stagione.”

Riccardo Fasoli: «Mandello deve completare il lavoro avviato»

Perché ha scelto di ricandidarsi dopo undici anni da sindaco?

“Perché ci sono ancora tanti progetti da completare. In questi anni abbiamo avviato opere importanti, intercettato finanziamenti, costruito relazioni pubblico-private decisive per il futuro del paese. Penso alla Moto Guzzi, al velutificio Redaelli, alle riqualificazioni sportive e urbane. Credo che oggi Mandello abbia bisogno di continuità per portare a termine questo percorso.”

Lo svincolo della SS36 resta una delle opere più attese.

“Abbiamo già portato a casa lo svincolo da Sondrio, fermo da oltre dieci anni. Ora l’obiettivo è completare il quadro con uno svincolo verso Lecco più funzionale e strutturato, capace di rispondere sia alle esigenze dei cittadini sia a quelle delle imprese. La logistica è fondamentale per il nostro tessuto industriale. Se non si migliora l’accessibilità, il rischio è che alcune aziende guardino altrove.”

Mandello può reggere la crescita turistica senza perdere identità?

“Dipende da come si governa il fenomeno. In questi anni il paese è diventato più attrattivo, si è abbellito, ha investito sul lungolago e sugli spazi pubblici. Il turismo è una risorsa importante, ma oggi il vero problema è che i comuni hanno pochi strumenti per regolamentare gli affitti brevi e le case vacanza. Su questo servirebbero norme nazionali più chiare.”

Il tema sicurezza è diventato centrale soprattutto d’estate.

“Mandello da sola non può affrontare fenomeni che coinvolgono tutto il lago. Noi abbiamo rafforzato la polizia locale, cambiato il comandante, inserito steward e lavorato insieme ad Abbadia e Lierna. Però serve un supporto più forte da parte dello Stato, soprattutto nei mesi estivi. Con la bacchetta magica chiederei più presenza di polizia ferroviaria, carabinieri e forze dell’ordine sul territorio.”

Come affrontare il calo demografico?

“Investendo nei servizi alle famiglie. In questi anni abbiamo ampliato i servizi scolastici, migliorato l’offerta educativa, aumentato le attività estive. Le scuole devono restare un punto di forza di Mandello. Dobbiamo essere attrattivi anche per i comuni vicini.”

Sul fronte sportivo rivendica investimenti importanti.

“Abbiamo lavorato tanto sul centro remiero e sulla cittadella dello sport. La Canottieri Moto Guzzi è un patrimonio non solo sportivo ma identitario per Mandello. L’idea è costruire una rete tra Canottieri, Polisportiva e Lega Navale, mettendo insieme strutture e competenze. Anche l’area ex Sapio avrà un ruolo importante come nuovo polo per associazioni e attività.”

La questione anziani sarà sempre più centrale nei prossimi anni.

“Lo è già oggi. Abbiamo potenziato l’assistenza domiciliare e vogliamo investire ancora di più sulle nuove tecnologie per aiutare gli anziani a restare nelle proprie case in sicurezza. Sulla RSA avevamo già avviato un progetto di ampliamento importante, anche con una sezione Alzheimer. Sono temi delicati che richiedono investimenti seri.”

Strada Mandello-Resinelli: sogno o progetto concreto?

“Bisogna essere realistici. Una strada carrabile completa richiederebbe risorse enormi e avrebbe forti impatti ambientali. In questi anni abbiamo lavorato invece sulla viabilità agro-silvo-pastorale, sulla manutenzione del territorio montano e su percorsi alternativi. La montagna va valorizzata ma anche rispettata.”

Con una bacchetta magica quale sarebbe il primo intervento?

“Mettere a posto definitivamente tutte le strade e gli asfalti del paese. È una delle richieste più frequenti dei cittadini e oggi i costi delle manutenzioni sono diventati enormi. E poi mi piacerebbe riuscire a completare finalmente una sede adeguata per il corpo musicale mandellese, che merita spazi all’altezza della sua storia.”

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