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Domenica 17 Maggio 2026
Fratoianni a Lecco: «Il campo largo c’è già, sarà una tempesta positiva»
Il segretario nazionale di Sinistra Italiana sostiene Mauro Gattinoni e rilancia l’alleanza progressista in vista del 2027: «Finito il tempo delle prove». Attacco agli slogan della Lega e appello a una nuova politica industriale.
Lettura 2 min.Lecco
Una “tempesta positiva” pronta a travolgere il centrodestra. È l’immagine scelta da Nicola Fratoianni, ieri mattina a Lecco per sostenere Mauro Gattinoni, durante l’incontro in piazza XX Settembre dedicato ai temi della campagna elettorale e alle prospettive nazionali del centrosinistra verso le politiche del 2027.
Onorevole Fratoianni, a Lecco - dopo qualche divisione - le prove di campo largo sono iniziate già nel 2020.
«Direi che è finito il tempo delle prove. Il campo c’è, è solido: la coalizione progressista ha già depositato leggi comuni in Parlamento e, sulla stragrande maggioranza delle questioni, esprime ormai posizioni largamente convergenti. Al centro c’è la ricostruzione dei diritti fondamentali, a partire da salute, istruzione, lavoro stabile e diritto all’abitare. Le questioni che riguardano i problemi quotidiani».
Manca una piena comunità di intenti su alcune questioni di geopolitica.
«Ci siamo, quasi su tutto. Permane una differenza sul tema dell’invio delle armi all’Ucraina, ma non sul giudizio sulla guerra criminale scatenata da Putin. Sta emergendo con sempre maggiore chiarezza che l’unica via d’uscita dal disastro della guerra è la diplomazia».
E sulla scelta del leader?
«Non siamo in un sistema di premierato, anche se la destra lo propone. Nessuno ci obbliga a piegarci a un modello politico fondato esclusivamente sulla personalizzazione. Non sarà un ostacolo».
Parlava di proposte comuni. Durante le ultime comunali si votò anche per il taglio dei parlamentari (promosso da Pd e Cinque stelle). Oggi il territorio lecchese è di fatto rappresentato in parlamento dal solo Tino Magni.
«È rappresentato molto bene da Tino Magni. Tuttavia, il problema esiste. Conta anche la legge elettorale. Per come la stanno disegnando, rischia di essere l’ennesima forzatura, con norme di dubbia costituzionalità che introducono altre distorsioni».
Lo slogan della Lega “Stop Maranza e Moschea” ha scaldato la campagna elettorale.
«Sono slogan cialtroni e irresponsabili. Questa propaganda violenta serve solo a nascondere il fallimento delle politiche della destra. Doveva essere il governo della sicurezza, ma non ha risolto nulla, né sul piano della percezione né su quello della gestione concreta».
Voi che ricetta proponete?
«È più efficace promettere espulsioni irrealizzabili o costruire politiche integrate? Noi crediamo nella seconda opzione: controllo e repressione quando necessario, senza indulgenze, ma anche prevenzione, restituzione degli spazi pubblici, cultura e sostegno al commercio di prossimità. Politiche che, dove applicate, hanno già dato risultati concreti».
Lavoro: Lecco sta perdendo la sua vocazione industriale. Il turismo è la risposta?
«L’Italia sta affrontando una drammatica desertificazione industriale, da nord a sud. Non possiamo limitarci a registrarla e vivere solo di turismo, che spesso comporta lavoro precario, bassi salari e sfruttamento. Servono due azioni: qualificare anche il lavoro nel turismo e promuovere vere politiche industriali. Un grande Paese non vive senza manifattura».
L’ultimo referendum costituzionale è sembrato poter essere il primo passo per riavvicinare al centrosinistra giovani ed elettori disamorati. Che clima percepisce?
«I giovani chiedono coraggio. Chiedono lavoro stabile, salari più alti, meno precarietà, e il rifiuto della corsa al riarmo. Se saremo in grado di rispondere, ci saranno le condizioni per costruire una nuova speranza. E allora questo vento di cambiamento potrebbe trasformarsi in una tempesta positiva capace di restituire fiducia al Paese».
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