Housing sociale, dalla Regione 96 milioni: nuove opportunità per Lecco e Sondrio
Il piano regionale presentato dall’assessore Paolo Franco punta a riqualificare circa 2.500 alloggi a canone calmierato in Lombardia. A Lecco Aler valuta di recuperare i 35 appartamenti sfitti di via dell’Eremo, mentre a Sondrio sono state illustrate le misure destinate a famiglie, lavoratori, studenti e persone in condizioni di fragilità
Lettura 3 min.Lecco e Sondrio
La visita dell’assessore Paolo Franco a Lecco
Si riaccende la speranza per la rinascita degli appartamenti Aler di via dell’Eremo 26 rimasti fuori dal progetto per lo studentato. L’ente intende candidare quegli alloggi, sfitti da tempo per carenze manutentive, al nuovo bando sull’housing sociale da 96 milioni di euro, derivanti dai fondi europei, che Regione Lombardia ha lanciato nelle scorse settimane.
L’iniziativa è stata presentata agli stakeholder del territorio lecchese lunedì mattina durante un incontro presso l’ufficio territoriale regionale di corso Promessi Sposi. «È stato fatto – ha spiegato Corrado Zambelli, presidente di Aler Bergamo – Lecco – Sondrio, a margine dell’evento - un progetto per trasformare 50 alloggi in via dell’Eremo in uno studentato. Il bando è andato deserto sfortunatamente e quindi è stato riproposto in maniera più ponderata per 15 alloggi. Questo secondo bando è stato assegnato e quindi per l’anno accademico 2027 – 2028 i 65 posti letto saranno pronti. Il nuovo bando di Regione Lombardia arriva al momento giusto: gli altri 35 alloggi molto probabilmente saranno inseriti in questo bando».
Complessivamente il provvedimento di Regione Lombardia si articola in tre linee, destinate rispettivamente a: Aler, soggetti pubblici e privati, enti del privato sociale e enti religiosi. Tra i requisiti per l’ammissibilità delle proposte ci sono: vincolo di destinazione d’uso per almeno vent’anni; destinazione degli alloggi a nuclei familiari con isee da 14mila a 40mila euro; canone d’affitto calmierato.
Il cronoprogramma prevede la presentazione delle domande tra fine settembre e metà ottobre 2026 e l’approvazione delle graduatorie per l’assegnazione dei contributi tra fine novembre e metà dicembre 2026. «Questo bando – ha sottolineato l’assessore regionale alla casa Paolo Franco – è destinato a quelle persone che lavorano, pagano le tasse e fanno funzionare la nostra regione ma ad oggi non sono in grado di acquistare un alloggio o a prenderlo in affitto a causa dell’aumento del costo della vita. Si tratta di un bando pubblico – privato che permetterà di riqualificare in diciotto mesi oltre 2500 alloggi in tutta la Lombardia. Una regione è forte nella misura in cui non lascia indietro coloro che la fanno funzionare».
Come ricordato dall’assessore, nell’ambito del piano regionale dei servizi abitativi 2022-2026 finora in provincia di Lecco sono stati attivati interventi per oltre 17.6 milioni di euro tra cui 1.4 milioni di contributi di solidarietà a favore di 961 inquilini, 2 milioni per sostenere 1.116 famiglie nel pagamento dell’affitto sul mercato privato, 2.5 milioni di euro per sostenere il recupero di 152 alloggi sfitti e 9.6 milioni di euro per ristrutturare e rendere più efficienti sul piano antisismico ed energetico 36 alloggi tra Lecco e Barzago.
A proposito dei nuovi condomini di via Turbada a Lecco, appena inaugurati, Zambelli ha confermato come in questa fase l’ente sta “contattando i vecchi inquilini per capire la loro disponibilità nello spostarsi nei nuovi alloggi” e solo dopo si procederà all’assegnazione degli appartamenti rimasti liberi. Andrea Besati
La visita dell’assessore Paolo Franco a Sondrio
Ha fatto tappa anche a Sondrio il tour istituzionale «Abita in Lombardia. Qui Puoi», promosso da Regione Lombardia per presentare il nuovo piano di housing sociale da 96 milioni di euro destinato ad ampliare l’offerta di alloggi a canone calmierato sul territorio regionale.
Nella sede dell’Ufficio territoriale regionale di via Gesù, l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco ha illustrato le nuove misure agli stakeholder del territorio, affiancato da Giuseppe Di Raimondo Metallo, direttore regionale Casa e Housing sociale di Regione Lombardia.
L’iniziativa rientra in un ciclo di incontri che coinvolge tutte le province lombarde con l’obiettivo di approfondire i contenuti del nuovo programma finanziato attraverso fondi Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e Fsc (Fondo per lo sviluppo e la coesione). Un investimento che consentirà la riqualificazione di circa 2.500 abitazioni da destinare all’affitto a prezzi inferiori rispetto ai valori di mercato.
«In Lombardia c’è una parte sempre più rilevante di cittadini che lavora, paga le tasse e fa funzionare la società, eppure, paradossalmente, non può permettersi una casa – ha evidenziato l’assessore Franco –. Si tratta di persone e famiglie comuni, con uno stipendio normale, che però a causa del crescente costo della vita non riescono a pagare un affitto. Siamo in campo per dare risposte concrete: la Lombardia è la prima Regione italiana ad aver strutturato un piano di housing sociale con una visione di medio e lungo periodo». Le nuove misure sono rivolte a lavoratori e famiglie con Isee compreso tra 14.000 e 40.000 euro, studenti e persone che vivono situazioni di fragilità e incontrano difficoltà nell’accesso a soluzioni abitative sostenibili. Il pacchetto da 96 milioni di euro si inserisce nell’ambito della «Missione Lombardia», il piano regionale dedicato alle politiche abitative, ed è destinato a imprese, cooperative, Comuni, Aler, enti del Terzo settore ed enti religiosi.
Tre le linee di intervento previste. La prima, da 48 milioni di euro, è riservata a imprese, cooperative e amministrazioni comunali; la seconda, da 35 milioni, è dedicata alle Aler; la terza, da 13 milioni di euro, sostiene gli enti che operano in ambito sociale e gli enti religiosi per la realizzazione di soluzioni abitative rivolte a categorie particolarmente vulnerabili.
«Grazie a una gestione virtuosa dei fondi europei e a un intenso lavoro politico-istituzionale siamo riusciti a convogliare ulteriori finanziamenti su una delle sfide più importanti del nostro tempo – ha aggiunto Franco –: sostenere la fascia di cittadini con redditi medi e medio-bassi che non riesce ad accedere al mercato privato degli affitti e dei mutui, né può partecipare alle graduatorie dell’edilizia residenziale pubblica».
Particolare attenzione è riservata alla linea dedicata agli enti sociali, che punta a offrire risposte concrete a esigenze abitative temporanee legate a studio, lavoro, percorsi di cura o situazioni di fragilità. Tra i possibili beneficiari figurano studenti, lavoratori con contratti a termine, familiari di persone ricoverate, donne vittime di violenza e genitori separati. Susanna Zambon
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