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Martedì 12 Maggio 2026
Lollobrigida a Lecco attacca gli “ambientalisti ideologici”: «Gli agricoltori sono i veri custodi del territorio»
A sostegno del candidato sindaco del centrodestra Filippo Boscagli, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida critica ambientalisti e sinistra sulle politiche agricole europee, rivendica oltre 15 miliardi investiti dal Governo nel settore e difende il ruolo degli agricoltori nelle aree montane.
Lecco
Si è rivolto innanzitutto contro «gli ambientalisti ideologici, quelli che conoscono solo il bosco verticale che sta in centro a Milano» il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, giunto a Lecco per sostenere la corsa del meloniano Filippo Boscagli come candidato sindaco del centrodestra alle comunali del 24 – 25 maggio. Lollobrigida è il secondo meloniano membro del Governo che Fratelli d’Italia accoglie nella sede elettorale di Boscagli in via Carlo Cattaneo dopo il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.
«La loro percezione dei problemi legati alla tenuta dell’ambiente è molto rarefatta. – ha proseguito Lollobrigida sempre a proposito degli ambientalisti - Noi come Governo abbiamo investito sull’agricoltura in maniera forte perché gli agricoltori sono i primi custodi del territorio. Eppure, gli agricoltori sono stati raccontati dalla sinistra estrema e dagli ambientalisti ideologici come i primi nemici del territorio, persone a cui dovrebbero essere tolti i fondi che tra l’altro gli permettono di stare nelle zone montane. L’Italia ha solo il 21% di terreno ad “alta redditività”, tutto il resto è collina e montagna.
Negli ultimi mesi abbiamo difeso la politica agricola comune europea contro le politiche ideologiche della sinistra. L’ex commissario socialista olandese Franz Timmermans sosteneva che l’agricoltura doveva essere indebolita. Nonostante la Schlein sia andata a fare campagna elettorale per lui, gli olandesi lo hanno fatto arrivare ultimo».
In platea erano presenti tutti i dirigenti locali di Fratelli d’Italia, tra cui il segretario regionale Carlo Maccari, il segretario provinciale Alessandro Negri e l’eurodeputato Pietro Fiocchi. «Siamo il Governo – ha rivendicato il ministro - che ha stanziato più risorse nella storia della Repubblica, oltre 15 miliardi di euro, sull’agricoltura. Va protetto ogni pezzo di territorio dedicabile alla produzione di cibo anche per garantirci alla sovranità alimentare e la libertà. Abbiamo investito tre miliardi di euro sull’agrisolare. Penso che ogni animale abbia diritto a vivere bene ma la natura a volte non riesce a regolarsi in maniera autonoma. Abbiamo lavorato per pianificare sulla base di dati scientifici e per regolare la presenza delle specie in modo tale che siano compatibili con la tenuta del territorio».
Pochi i riferimenti a tematiche di natura locale, nonostante in apertura il consigliere regionale Giacomo Zamperini abbia chiesto al ministro di «non dimenticarsi» e di «prestare attenzione» alle terre pedemontane come il lecchese, dove l’agricoltura è caratterizzata da «piccole quantità ma grande qualità». «Lecco è diventata grande in un dialogo tra tutte le istituzioni e associazioni di categoria. – ha sottolineato Boscagli – Questo dialogo negli ultimi anni è venuto a mancare. Lecco si inserisce in un ecosistema molto ampio. La nostra filiera lattiero casearia non è una produzione massiva come accade in pianura. Abbiamo piccole eccellenze. Vogliamo far sì che la politica sia un servizio a ciò che c’è di buono e bello nella realtà lecchese».
All’incontro hanno preso parte anche alcuni rappresentanti di Coldiretti e delle associazioni dei cacciatori. «Con il mio amico Enrico Derflingher, - ha concluso Lollobrigida - orgogliosamente lecchese e schierato a fianco di Filippo Boscagli, abbiamo condiviso un grande risultato: ottenere che la cucina italiana diventasse la prima cucina al mondo ad essere riconosciuta patrimonio immateriale dell’Unesco. Attraverso questo risultato noi portiamo in Italia 18 milioni di turisti l’anno in più».
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