Morbegno, minoranza all’attacco: «Zero informazioni sui rifiuti»

I gruppi di opposizione chiedono chiarimenti sui mancati obiettivi di differenziata e sollecitano più attenzione alla gestione della raccolta differenziata

Morbegno

Sui rifiuti «Morbegno è in ritardo, e non c’è alcuna informazione. Non siamo disposti ad accettare slittamenti». Lo dicono dalla minoranza “Noi per Morbegno” Giuliana Zuccoli e Franco Marchini, partendo dalle dichiarazioni recenti dell’assessore Maria Grazia De Giorgio, «che abbiamo appreso da queste colonne, dove abbiamo saputo che nel mese di aprile a Morbegno è previsto l’avvio della raccolta separata della frazione umida dei rifiuti. È un fatto importante – dicono i consiglieri di opposizione – significa mettersi a norma di una legge che da anni vieta di conferire una frazione di rifiuti riciclabile insieme ai rifiuti indifferenziati, in altre parole vieta di mettere qualsiasi rifiuto differenziabile nel sacco nero».

Morbegno, come quasi tutti i Comuni valtellinesi, è in forte ritardo. Sono stati fatti tentativi in passato, ma ad oggi questa, «che per quasi tutta Italia è una realtà consolidata, per i cittadini morbegnesi è ancora una chimera. Molte difficoltà sono state causate negli ultimi anni dalla situazione finanziaria del gestore dei rifiuti che svolge la sua attività per tutta la provincia, ma ora dei passi avanti sono stati fatti e anche nel capoluogo Sondrio la raccolta dell’umido porta a porta è diventata realtà».

I consiglieri rimarcano come la cittadina del Bitto aspetti con impazienza questo adeguamento, «che non ha più motivi per essere procrastinato. Il nostro gruppo in consiglio comunale lo richiede da tempo e le assicurazioni della maggioranza parlavano prima di giugno 2025, poi di aprile di quest’anno». Per Marchini e Zuccoli ci sono anche dei tempi da rispettare se si vuole partire ad aprile. «Siamo ad inizio marzo, ma tutto tace. Nessuna comunicazione, nessuna commissione, nessuna ai cittadini». Per questo è grave «che si agisca con tanta lentezza, è grave che una svolta considerata difficile al punto da introdurla come sperimentazione sia gestita con solo qualche assemblea pubblica e non con un impianto capillare di informazione, è grave che ciò che nel resto d’Italia è routine da noi sia sperimentazione: forse l’amministrazione pensa che i cittadini di Morbegno non siano all’altezza del compito?».

E da ultimo la minoranza aspetta risposte alle richieste avanzate nel consiglio di novembre scorso, dove «abbiamo chiesto se i cittadini morbegnesi stanno pagando una sovrattassa per il mancato raggiungimento della percentuale del 65% di raccolta differenziata. Insomma, non si possono più trovare scuse e bisogna allinearsi al resto d’Italia e più da vicino al resto della Lombardia, che vanta una media di raccolta differenziata del 74,4% a fronte del 59,5% del comune di Morbegno». Più in generale il gruppo consigliare sollecita l’amministrazione a considerare il problema come prioritario e a rendere partecipi la minoranza e la cittadinanza «delle azioni che si stanno intraprendendo su questo fronte, anche riguardo alla realizzazione dei centri di raccolta e di riuso la cui progettazione era stata avviata già dall’amministrazione precedente. Non siamo disposti ad accettare slittamenti nell’avvio del nuovo sistema e chiediamo un’attenzione particolare anche alla raccolta di frazioni di rifiuti ora completamente trascurate, come i tessili e i pannoloni».

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