Norme anti-maranza a Mandello, critica l’opposizione
La minoranza attacca le regole sul parco vietato ai minori non accompagnati. Mariani (Casa comune): «Controlli esagerati, non si può ispezionare lo zaino di un privato e lo spazio è pubblico»
Lettura 1 min.Mandello del Lario
Tutti, o quasi, contenti per le nuove norme dette “anti maranza” scattate in paese, ma c’è chi dice no, con le varie sfumature del caso. Riccardo Mariani, capogruppo della minoranza “Casa Comune per Mandello democratica” storce il naso.
Bene comune
«La sicurezza è un bene comune: lo pensiamo da sempre, perché serve a proteggere i più deboli. E per onestà intellettuale sappiamo che, spesso, i sindaci sono lasciati soli ad affrontare queste tematiche nei loro territori, salvo quando il clamore mediatico attira l’attenzione e allora qualcosa si muove. Detto questo, abbiamo anche il ruolo e il compito politico e istituzionale di sollevare alcune questioni sui provvedimenti adottati, con specifico riferimento al lido ma non solo. Perché a nostro avviso le condivisibili esigenze di maggior sicurezza rischiano, così come sono, di danneggiare innanzitutto i mandellesi», rimarca Mariani.
Mandellesi che sembrerebbero restii a fornire i propri dati e mostrare i documenti per entrare al lido del proprio Comune. In particolare i meno giovani non avrebbero gradito, anche perché spesso escono senza documenti o vanno al lido per bere un caffè e nel giro di una decina di minuti uscire.
«Il lido è un’area pubblica, da sempre liberamente frequentata dai mandellesi e che appartiene a tutti loro. Nessun cittadino dovrebbe rendere conto della propria identità a un privato per l’accesso a uno spazio che anche la stessa convenzione con la Canottieri Moto Guzzi garantisce essere libero e gratuito - prosegue Marini -.Domenica 21 giugno abbiamo assistito, purtroppo, a questo: persone in fila a cui venivano controllati i documenti e annotati i dati personali e borse e zaini fatti aprire da un addetto alla sicurezza privato. Non esiste alcuna norma che attribuisca a un privato il potere di ispezionare le borse dei cittadini che accedono a un’area pubblica».
Discriminazione
Ma non solo: i ragazzi minorenni che non abitano a Mandello, Abbadia o Lierna non possono entrare al lido senza un adulto.
«Quindi un diciassettenne di Lecco che magari viene al lago con gli amici, come fanno tutti i ragazzi, viene fermato al cancello. Su un’area pubblica, sul nostro lago. Ci pare una vera e propria discriminazione nelle regole adottate e non ci risulta che esista alcuna norma di legge che la consenta. Depositeremo un’interrogazione al sindaco per avere risposte - aggiunge il capogruppo Mariani -. Non siamo per nulla convinti che questo provvedimento avvantaggi i cittadini, perché la sicurezza serve a proteggere non a limitare la libertà di circolazione e accesso dei mandellesi penalizzandoli, a maggior ragione in uno spazio pubblico come il lido».
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