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Sabato 02 Maggio 2026
Sicurezza a Lecco, Mainetti: «Poliziotto di quartiere e progetti educativi»
Il segretario cittadino di Azione e candidato in consiglio comunale con “Orizzonte per Lecco” alle prossime elezioni amministrative, Giacomo Mainetti, Spiega quali interventi ritiene necessari per una maggiore sicurezza a Lecco
Lecco
«A dieci anni i miei figli hanno già assistito a quattro risse in centro a Lecco». Secondo Giacomo Mainetti, segretario cittadino di Azione, nonché candidato al consiglio comunale con Orizzonte per Lecco, la frequenza con cui si verificano le risse in centro a Lecco «non è normale».
«Mercoledì scorso – racconta Mainetti – mia moglie e i miei figli stavano passando tra largo Montenero e via Resinelli. C’erano quattro volanti della polizia, la strada piena di cocci di vetro e diverse persone affacciate alle finestre che davano indicazioni agli agenti su dove fosse andata una persona con un machete. In pratica era appena avvenuta una rissa con cocci di vetro e lanci di bottiglie».
Secondo il segretario cittadino di Azione, non si può permettere «che i cittadini si abituino a convivere con un crescente senso di insicurezza». «Mi trovavo – prosegue Mainetti - con la mia famiglia in piazza della Stazione la sera in cui poi è morto il ragazzo di via Sassi. Intorno alle 20 c’era già gente che si pestava in mezzo alla strada. Ho parenti che abitano in quella zona e che ormai non chiamano nemmeno più la Polizia quando sentono le risse sotto casa, cosa che avviene un fine settimana sì e uno no».
In altre parole, si tratta di una situazione che, secondo Mainetti, «non può più essere sottovalutata». «Con Orizzonte per Lecco – sottolinea il candidato al consiglio comunale - riteniamo fondamentale agire con lucidità e pragmatismo. Pensare che misure straordinarie o l’impiego dell’esercito possano risolvere il problema è illusorio. Servono invece interventi concreti e strutturali: l’introduzione della figura del poliziotto di quartiere, una presenza stabile e riconoscibile nei rioni; il rafforzamento dei progetti educativi di strada, nelle scuole, negli oratori e nei luoghi di aggregazione; una maggiore presenza dei servizi di prossimità e un lavoro costante di rete tra Comune, associazioni, terzo settore e realtà educative del territorio».
A seguito della morte per accoltellamento del giovane egiziano a fine febbraio in via Sassi, la Prefettura, d’intesa con le altre istituzioni, ha istituito una «zona a vigilanza rafforzata» che comprende tutto il centro di Lecco. Il provvedimento è entrato in vigore il 30 marzo e durerà fino al 30 giugno.
«È evidente – conclude Mainetti - che il tema della sicurezza non può essere affrontato solo a livello locale. Serve una visione nazionale, se non europea, capace di superare i fallimenti degli ultimi anni. Da una parte i decreti sicurezza della destra, spesso più orientati alla propaganda che all’efficacia concreta; dall’altra un approccio ideologico della sinistra che non ha saputo produrre risposte adeguate. Per questo crediamo nel percorso proposto da Azione, che mette al centro un approccio pragmatico e basato su misure concrete tra cui: rafforzamento strutturale degli organici delle forze dell’ordine e maggiore presenza operativa sul territorio; certezza della pena, con tempi rapidi nei procedimenti e sanzioni effettive per chi commette reati violenti».
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