Politica / Morbegno e bassa valle
Martedì 14 Aprile 2026
Sondrio, gestione faunistica: svolta in vista per il piano provinciale
La Provincia, unica in Lombardia con delega diretta sulla caccia, punta a un accordo condiviso. L’obiettivo è un equilibrio sostenibile tra tutela ambientale e attività venatoria
Morbegno
Il dibattito sulla gestione della fauna selvatica è tornato al centro dell’attenzione durante l’evento morbegnese “Mostra dei Trofei”. Un’occasione non solo espositiva, ma anche di confronto tra istituzioni e mondo venatorio, in cui si è fatto il punto sul futuro del piano faunistico provinciale. A intervenire è stato il presidente della Provincia di Sondrio, Davide Menegola, che ha sottolineato i progressi compiuti negli ultimi anni: «La collaborazione che abbiamo costruito con i comprensori ci ha permesso di modificare il regolamento e di creare un clima diverso».
Un percorso che, secondo Menegola, rappresenta la base per arrivare a un accordo condiviso sul piano faunistico, oggi ancora fermo ma «più a portata di mano di quanto si pensi». Il piano faunistico venatorio provinciale, strumento fondamentale per la gestione della fauna e la regolamentazione dell’attività venatoria, resta infatti in fase di stallo. Tuttavia, i passi avanti compiuti sul fronte normativo – con regolamenti aggiornati e approvati lo scorso anno – testimoniano una volontà concreta di sbloccare la situazione. «Stiamo lavorando per portare avanti questa collaborazione», ha ribadito il presidente della Provincia, evidenziando come il dialogo tra enti e comprensori possa risultare decisivo. Un aspetto che rende il contesto sondriese unico è il ruolo della Provincia, l’unica in Lombardia a detenere la delega diretta sulla gestione della caccia. Una peculiarità che comporta maggiore autonomia, ma anche una responsabilità significativa nella tutela del territorio agro-silvo-pastorale e del patrimonio faunistico.
La “Mostra dei Trofei” è stata un momento sia simbolico che operativo: da un lato consente ai cacciatori di raccontare la stagione trascorsa, dall’altro offre l’opportunità di tracciare bilanci e prospettive. Non manca però qualche criticità. I numeri dell’attività venatoria risultano in calo, segno di una progressiva diminuzione delle adesioni. «L’attività venatoria soffre una certa crisi», ha ammesso Menegola, pur ribadendo l’importanza del ruolo svolto dai cacciatori nella salvaguardia e la tutela dell’ambiente, in collaborazione con gli uffici provinciali. In un contesto complesso, tra normative ambientali e esigenze di tutela, la sfida resta quella di trovare un equilibrio sostenibile.
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