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Lunedì 07 Settembre 2026
Sondrio, slitta al 2027 il rinnovo del consiglio provinciale
Il decreto legge 144 proroga il mandato dei consiglieri fino alla scadenza di quello del presidente Davide Menegola, prevista a gennaio 2027. Una modifica che potrebbe aprire la strada all’allineamento dei mandati e al superamento di un’anomalia della legge Delrio
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Slitta al 2027 il rinnovo del consiglio provinciale di Sondrio, previsto per l’autunno. La scadenza naturale dei consiglieri di palazzo Muzio era fissata alla fine di settembre, ma il decreto legge 144 di agosto ha introdotto una proroga che, almeno temporaneamente, sana l’anomalia per cui il consiglio provinciale viene rinnovato ogni due anni, mentre il mandato del presidente dura quattro anni.
Nel caso di Palazzo Muzio, il presidente Davide Menegola, il cui mandato scade alla fine di gennaio 2027, si è infatti trovato a lavorare con consigli provinciali differenti. Resta ora da capire se questa proroga, introdotta per il momento una tantum, diventerà strutturale e se, quindi, il consiglio provinciale resterà in carica per quattro anni, esattamente come il presidente. Di certo si tratta di un primo passo in questa direzione.
Il comma 10 dell’articolo 2 del decreto legge contiene infatti disposizioni finalizzate a rafforzare la funzionalità delle Province e, in particolare, a superare alcune delle incongruenze della disciplina degli organi di governo introdotta dalla legge 56 del 2014, la cosiddetta legge Delrio. La norma prevede che la durata del mandato dei consigli provinciali in carica sia «prorogata fino alla scadenza del mandato dei rispettivi presidenti di provincia, in un’ottica di allineamento della durata delle funzioni da svolgere».
Una scelta accolta positivamente dall’Unione delle Province italiane (Upi), che da tempo sollecita un intervento organico sulla materia. «È arrivato il momento di superare definitivamente le criticità della Delrio, ricondurre la disciplina delle Province nell’ambito del Testo unico degli enti locali, rafforzarne funzioni e competenze e soprattutto restituire piena stabilità e rappresentanza democratica agli organi provinciali» sostiene l’associazione.
Resta inoltre da capire se la conversione in legge del decreto, che dovrà avvenire entro il 6 ottobre, conterrà anche indicazioni sulla data per il rinnovo dei mandati dei presidenti e dei consigli provinciali in scadenza il prossimo anno. Allo stato attuale, la finestra prevista per le elezioni va da gennaio ad aprile. La modifica introdotta dal Governo sembra dunque voler intervenire, almeno nell’immediato, su quella che molti considerano un’anomalia temporale della legge Delrio.
Ma sullo sfondo resta aperta la questione del futuro riassetto delle Province. Da più parti viene invocata una riforma organica che superi definitivamente l’attuale assetto e preveda il ritorno all’elezione diretta dei presidenti. Un intervento che dovrebbe necessariamente affrontare anche la ridefinizione delle funzioni fondamentali da restituire alle Province e, soprattutto, il tema tutt’altro che secondario della copertura finanziaria necessaria per sostenerle. Una questione particolarmente sentita in Valtellina e Valchiavenna, dove la Provincia rappresenta il luogo di sintesi istituzionale del territorio per eccellenza. Un tema che, però, al momento, non sembra scaldare particolarmente il confronto politico nazionale.
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