Economia / Sondrio e cintura
Venerdì 24 Ottobre 2025
Bper e Popolare Sondrio: integrazione entro il 2026 all’insegna della fiducia
I vertici dei due istituti hanno incontrato i dipendenti per creare un clima sereno e di fiducia in vista dell’integrazione prevista per il prossimo anno
Berbenno
I vertici di Bper, quelli della Popolare di Sondrio, funzionari e dirigenti: cinquecento persone questa mattina al Centro servizi della Banca Popolare di Sondrio a Berbenno per il primo incontro così ampio sul presente e sul futuro dell’integrazione in corso tra l’istituto di piazza Garibaldi e quello di Modena. Un’integrazione che ha come orizzonte il primo semestre 2026. L’operazione – hanno ribadito i vertici di Bper e della Popolare, presenti il presidente di Bper Fabio Cerchiai, l’amministratore delegato Gianni Franco Papa, il presidente della Popolare Andrea Casini e il consigliere delegato Elvio Sonnino – mira a sfruttare le competenze specialistiche di entrambe le banche, a consolidare la presenza, a sviluppare il ramo private e a valorizzare le professionalità sul territorio. «Portiamo il lavoro dove ci sono le persone, non viceversa».
L’incontro, giudicato molto proficuo, segue la serie di appuntamenti già avviati con i singoli settori e nasce con l’obiettivo di creare un clima di serenità e fiducia «perché – dice Casini – quando c’è quella, tutte le altre cose tecniche vengono da sé. La nostra esperienza dice che solo instaurando un rapporto di fiducia l’integrazione può avere successo».
Il ciclo di incontri sul territorio serve prima di tutto a “guardarsi negli occhi”, come spiegano i vertici di Bper, a far sentire cioè la presenza della direzione in una fase di passaggio inevitabilmente delicata. «Abbiamo voluto dire chi siamo, raccontare la nostra storia e rispondere alle domande dei colleghi – spiega Sonnino –. La Popolare di Sondrio è sempre cresciuta in modo endogeno, non ha mai fatto operazioni di fusione, quindi è giusto chiarire che questo è un percorso che tante realtà hanno già fatto e che non è niente di straordinario. Dopo i primi incontri i feedback sono stati molto positivi: abbiamo trovato persone motivate, legate alla propria banca, con grande voglia di fare».
Tra i punti forti sottolineati da Casini c’è il riconoscimento della capacità innovativa dimostrata dalla Popolare di Sondrio in alcune aree strategiche, a cominciare dal Servizio esteri che diventerà uno dei pilastri dell’integrazione, ma anche delle tesorerie: «L’idea di personalizzare i servizi con le grandi casse di previdenza è stata vincente», dice Casini. «Guardando alcune scelte fatte da questa banca – aggiunge – sono rimasto sorpreso dal coraggio con cui ha mantenuto sul territorio funzioni che altrove sono state centralizzate. È una scelta lungimirante: molte grandi banche, in nome dell’efficienza, hanno accentrato attività che invece hanno ancora un forte contenuto consulenziale. Mantenere strutture come gli uffici estero vicino ai clienti è un grande valore aggiunto». Un’impostazione che Bper intende non solo preservare, ma potenziare, facendo della specializzazione della Popolare un modello di riferimento. «Sondrio – aggiunge Casini – ha sviluppato servizi di eccellenza, in particolare sul fronte internazionale. Alcune di queste funzionalità, più sofisticate rispetto a quelle di Bper, saranno mantenute e messe a disposizione dell’intero gruppo. È un modo concreto per far sì che le persone si conoscano e collaborino: la fiducia nasce così».
Le due banche stanno crescendo sia per base clienti che per impieghi: «Se due istituti aumentano contemporaneamente la propria clientela, significa che c’è fiducia – sottolinea Sonnino –. È un segnale molto positivo». Uno degli sviluppi più significativi riguarda il private banking, già indicato come priorità nel piano industriale sia della Popolare che di Bper. «La Popolare di Sondrio – ricorda Casini – aveva avviato un progetto pilota per costituire un’unità di private banking. Ora stiamo riprendendo quel percorso, costruendo professionalità dedicate e, in prospettiva, integrandolo con l’eccellenza rappresentata da Cesare Ponti, la banca private del gruppo Bper». L’obiettivo è offrire ai clienti servizi sempre più evoluti, «strumenti e competenze – spiega Casini – che finora erano appannaggio delle grandi banche nazionali, ma senza perdere il radicamento e la relazione personale che sono nel dna di Sondrio e di Bper».
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