Cronaca
Mercoledì 14 Dicembre 2022
Caldaie a cippato e bioenergia: un problema per l’ambiente? La lettera di 650 scienziati da tutto il mondo e i casi comaschi
Energia La possibilità di rendersi indipendenti dalla Co2 grazie alla produzione di bioenergia tramite caldaie a legna ha fatto gola a due territori della provincia di Como, i comuni di Erba e di Canzo. Tanti i dubbi sollevati sui progetti, sulla linea dell’appello di 650 scienziati da tutto il mondo
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Produrre energia tramite la legna dei boschi pensando così di ridurre il consumo di gas potrebbe non essere la risposta migliore alla crisi climatica che stiamo vivendo: a spiegarlo è una lettera firmata da più di 650 scienziati di tutto il mondo . La richiesta, contenuta nella lettera che è stata indirizzata ai leader internazionali, compresi Joe Biden per gli Stati Uniti e Rishi Sunak per il Regno Unito, è quella di smettere di bruciare la legna ottenuta con l’abbattimento degli alberi.
I rischi derivanti dall’abbattimento di alberi
Secondo questi scienziati infatti intendere questa produzione di energia come alternativa alle energie fossili è un grande fraintendimento. L’abbattimento degli alberi non solo distrugge habitat essenziali alla sopravvivenza di specie animali e vegetali selvatiche, ma contribuisce anche ad influenzare negativamente il clima. Molti però sono i Paesi che oggi si appoggiano all’energia prodotta tramite la biomassa delle foreste. A leggere le parole degli scienziati che hanno firmato questo testo infatti: «la bioenergia è stata erroneamente considerata a zero emissioni, invece la miglior cosa da fare per aiutare il clima del pianeta e la sua biodiversità - sostengono - è lasciare le foreste così come sono, mentre la produzione di energia tramite biomassa fa esattamente l’opposto».
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