Cronaca
Giovedì 06 Agosto 2020
«Covid, da noi quasi assente
Il vaccino? Sono ottimista»
Silvio Garattini, scienziato e fondatore dell’Istituto Mario Negri, fa il punto sulla ricerca e su quello che ci aspetta. «Il farmaco non deve solo vincere il virus, ma non generare tossicità. Si deve essere quindi certi che faccia bene»
Lettura 4 min.Nel mondo il contagio non frena, siamo tutti in attesa dell’arrivo del nuovo vaccino anti Covid. Gruppi di ricerca, aziende e Stati sono in corsa per arrivare per primi. E in vista dell’autunno ci stiamo attrezzando almeno per vaccinarci contro la normale influenza.
Ne parliamo con Silvio Garattini, scienziato, farmacologo, presidente e fondatore dell’Istituto Mario Negri.
Quali aspettative dobbiamo avere?
Inizio con lo spiegare più semplicemente che il vaccino determina quel che fa la malattia senza scatenare davvero la malattia stessa. Quando è in corso un’infezione da virus o da batteri, se le cose vanno bene, il nostro organismo guarisce sviluppando delle difese. Difese che poi funzionano ove la malattia dovesse ricomparire. Il vaccino dunque propone al corpo delle componenti del virus o del battere senza generare l’infezione. La presenza di pezzi dell’agente patogeno determina come risposta la formazione di anticorpi o di linfociti T capaci di aggredire l’estraneo indesiderato.
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