Cronaca / Circondario
Domenica 26 Aprile 2026
Falso allarme ad Olginate: artificieri per un ordigno bellico, ma era un pezzo di arredo
Grande mobilitazione per un oggetto riaffiorato dal fiume Adda che sembrava un proiettile da mortaio. L’oggetto era in realtà un pezzo di una decorazione da esterno. La zona è stata transennata e sono intervenuti gli artificieri.
Lettura 1 min.Olginate
Grande mobilitazione a Olginate per quello che sembrava un ordigno bellico riaffiorato dall’Adda. Ma per fortuna si è trattato di un falso allarme. Nessuna bomba, nessun residuato bellico rispuntato dopo decenni: era un pezzo di una decorazione da esterno.
È accaduto domenica, sul lungo Adda, dietro allo storico ristorante “Trattoria Cantù”.
L’allarme è scattato dopo mezzogiorno, quando alcune persone che stavano passeggiando sull’Alzaia con il proprio cane, hanno visto riaffiorare dalle acque del fiume un oggetto che sembrava essere un proiettile da mortaio o un altro ordigno bellico. Come di quelli che ogni tanto riemergono in campi, orti dopo scavi e lavori.
Subito è stato segnalato l’avvistamento e dal numero unico per le emergenze è partita la mobilitazione. In breve tempo sul posto sono giunte le forze dell’ordine. I carabinieri giunti sul posto, come da prassi, hanno chiamato gli artificieri del reparto di Milano. Nel frattempo la zona è stata transennata, in attesa dell’arrivo degli esperti. Si è infatti preferito isolare l’intera area e tenere lontane le persone per questioni di maggior sicurezza.
La grande mobilitazione, le transenne hanno attirato però la curiosità di tanti passanti e residenti, anche dei clienti del noto ristorante gestito da oltre un secolo, dalla famiglia dell’attuale proprietario Roberto Cantù. In molti hanno quindi seguito con apprensione tutte le fasi della vicenda che si può dire ha animato la domenica pomeriggio per gli amanti delle passeggiate lungo la ciclabile.
(Foto di Barbara Bernasconi)
Poi verso le 15 sono arrivati gli artificieri che hanno raggiunto la zona interessata. E l’intera vicenda ha preso una piega inaspettata.
I presenti sono rimasti sorpresi nel vedere gli artificieri sollevare a mani nude l’oggetto incriminato. Sono stati gli esperti a capire che l’oggetto ricoperto da alghe e terra e dalla forma simile a quella di residuati bellici tornati alla luce non era, in realtà, un pericoloso ordigno. Era probabilmente un pezzo di una scultura o di un arredo da esterno, finito chissà come e chissà quando, dentro le acque del fiume. E infatti l’oggetto è stato semplicemente rimosso e gettato altrove.
Per fortuna quindi tutto si è risolto nel migliore dei modi e l’allarme è così rientrato e c’è stato il lieto fine. La strada Alzaia è stata riaperta consentendo a tutti di godersi la bella passeggiata all’aria aperta senza paura di possibili esplosioni.
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