Cultura e Spettacoli / Lecco città
Sabato 29 Novembre 2025
Lecco, il Teatro della Società torna al suo antico splendore
Dopo anni di lavori, Lecco celebra il ritorno del suo palco storico. Un restauro conservativo che guarda al futuro con nuovi impianti e funzionalità
Lecco
Meraviglia, stupore, ma anche gioia, orgoglio, passione. Tutte emozioni che sono turbinate dal palco alla platea e ai palchi del Teatro della Società finalmente rinnovato e completamente riqualificato così come lo vollero i lecchesi nel 1844. Per una volta non è stata la musica, o meglio non solo essa, a dare emozioni ai lecchesi e non solo che sono stati invitati per questa prima assoluta del teatro rinato.
Mauro Gattinoni, sindaco di Lecco, è parso visibilmente emozionato se non commosso. «Che meraviglia! – ha esordito – è anche l’esclamazione che ho sentito da molti di voi, da tutti voi, una volta varcata la soglia d’ingresso perché un teatro così davvero non si era mai visto con questi colori, con questi affreschi, con queste tinte. È come lo vollero i lecchesi, gli imprenditori lecchesi di 200 anni fa, del 1844 quando costituirono la società per creare il teatro appunto della Società. Da allora, dopo che Giuseppe Bovara firmò quel progetto, 200 anni di storia, di spettacolo, di arte, di cultura nella nostra città sono passati. Ma anche 200 anni in cui quei colori originali, che poi sono questi, sono stati via via coperti da strati di intonaco, di vernice, da strati del tempo e dagli strati della storia». Questo teatro ha vissuto il Risorgimento, le guerre e ora sono visibili le scritte che mandavano al rifugio antiaereo costituito dal sottopalco: «Guardate un po’ le scritte che ci sono lì: “Rifugio” vi dicono bene sulla funzione sociale che svolgeva all’epoca questo teatro. E poi la ricostruzione post-bellica, le trasformazioni di una città industriale che cresceva a forte ritmo tra lago e montagne. Il teatro ha visto cambiare il volto di Lecco nel boom economico e ha pure rischiato di venire abbattuto negli anni ’60 per allargare la strada e la piazza. Fortunatamente anche in quel caso, come all’epoca della sua edificazione, un grande sollevamento sociale salvò il teatro, il teatro appunto della Società. La meraviglia che vediamo oggi ha una doppia anima».
Sul piano estetico è letteralmente un viaggio nel tempo. «È cambiata la facciata – ha spiegato Gattinoni – sono cambiati i colori, sono cambiate le tinte da quel panna un po’ ospedaliero con cui l’avevamo lasciato nel 2017. Ecco però, oltre a quest’anima storica, il teatro oggi è completamente nuovo. E ha il potere e le funzionalità di uno spazio contemporaneo».
In effetti sono stati rifatti da cima a fondo le travi in castagno del tetto, i muri portanti sono stati tutti rinforzati con cinghie, grandi catene di acciaio, recuperata la volta con l’acrilico di Alberto Sora, rifatti e messi a norma tutti gli impianti: elettrico, antincendio, idraulico, con l’aggiunta della climatizzazione. Ricablati i lampadari, i servizi, il blocco dei camerini, rifatto il guardaroba, la biglietteria, tutti i velluti delle poltroncine, dei palchi, della platea. Per non parlare della nuova e imponente macchina scenica. Impianti, arganelli, le carrucole, le quinte, i fondali... Un investimento da sei milioni e mezzo, che grazie anche a Regione Lombardia ha lasciato «incisa nella storia della nostra città questa data». Purtroppo alla serata non ha potuto partecipare l’assessore ai Lavori Pubblici Maria Sacchi (a casa malata) che da tutti, sindaco in primis, è stata indicata come vera fautrice della rinascita del Teatro della Società. Un grazie commosso le è andato da parte di Mauro Gattinoni e dal presidente della Fondazione TéArte Eufrasio Anghileri che ha improvvisato il suo discorso augurale sottolineando come, nei suoi intenti, questo sarà il Teatro aperto ai giovani, alle scuole, a chi, dal basso, vuol godere della cultura anche più alta. Sicuramente il miglior augurio che si possa fare a questo rinato Teatro della Società.
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