Sirone, il film sulla storia di Ricky conquista il premio del Sorriso Diverso Roma Award

“Dove batte il cuore”, diretto da Francesco Patierno, racconta la storia di Riccardo Galbiati, morto a 15 anni nel 2016 dopo un malore sulle piste dell’Aprica. Dal dolore del padre Marco è nata una battaglia per la donazione degli organi e una rete di progetti solidali per aiutare bambini e giovani.

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«È stato un momento di grande emozione per tutti. Nessuno si aspettava un film così». Marco Galbiati riparte da quei minuti sospesi, quando sullo schermo scorrevano la sua vita e quella di Riccardo, quindici anni, per tutti Ricky. «Quando è finito, per cinque o sei minuti nessuno parlava». Poi Alessandro Preziosi, che interpreta il padre, si è alzato e lo ha abbracciato. A Sirone, dove vive e lavora, Galbiati è un imprenditore, membro di Confindustria. Ma prima di ogni definizione è un padre che ha perso un figlio. Ora quella storia è diventata “Dove batte il cuore”, diretto da Francesco Patierno, presentato in anteprima ad Alice nella Città, sezione della Festa del Cinema di Roma.

Il 23 ottobre ha conquistato il premio al Miglior Film Italiano del Sorriso Diverso Roma Award 2026. Un riconoscimento per un’opera che attraversa il dolore senza fermarsi alla tragedia e mette al centro la donazione degli organi, la possibilità di salvare altre vite e il desiderio di dare un volto a chi continua a vivere grazie a un gesto d’amore. Il film inizia dalla giornata del 30 dicembre 2016, sulle piste dell’Aprica, la caduta di Ricky, colpito da un malore, il cuore che si ferma, i tre giorni sospesi nell’ospedale di Bergamo. E poi la decisione più difficile, quella di donare gli organi. Non è soltanto la cronaca di una perdita: è il racconto di ciò che può nascere quando una famiglia, nel momento più buio, sceglie di dire sì alla vita degli altri. «Alessandro è stato un attore fantastico. Ha interpretato me e la storia in maniera eccezionale». Patierno e il produttore Pier Giorgio Bellocchio, racconta Galbiati, «sono entrati veramente in punta di piedi, con grande rispetto per Riccardo». Due le scene in cui Galbiati più ha riconosciuto suo figlio: la sfida sugli sci, con quella battuta al padre, «tu hai sciolinato gli sci e io no», e poi l’ospedale.

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