Economia /
Lunedì 04 Maggio 2026
Debito e vincoli del Pnrr Perché l’italia non cresce
L’economista Paolo Balduzzi analizza le fragilità della finanza pubblica tra choc geopolitici e Patto di Stabilità: «La dispersione in micro-progetti ha ridotto inevitabilmente l’impatto aggregato delle risorse europee»
Pnrr che non mantiene le promesse di crescita e vincoli di bilancio che penalizzano la possibilità di reagire alle crisi: questa è la finanza pubblica secondo l’analisi di Paolo Balduzzi, economista, ricercatore e docente di Scienza delle finanze all’Università Cattolica di Milano.
Il debito pubblico italiano resta il principale osservato speciale: alla luce delle recenti crisi, dalla pandemia allo shock energetico, quanto margine di manovra resta effettivamente al Ministero dell’Economia?
L’analisi degli ultimi sei anni rivela una sequenza di shock esogeni che hanno reso estremamente complessa la gestione del debito. Dopo la lunga coda della recessione terminata nel 2013 e la crisi bancaria, il Paese ha dovuto affrontare l’emergenza pandemica, un evento imprevedibile che ha inevitabilmente fatto esplodere il debito pubblico. Successivamente, il conflitto in Ucraina ha generato una bolletta energetica insostenibile per il sistema produttivo e le famiglie. In un simile scenario, aggravato da eredità onerose come il Superbonus, che ha condizionato i conti pubblici in misura superiore alle precedenti crisi finanziarie di dieci anni fa, è difficile muovere critiche severe al dicastero dell’economia. Le manovre di bilancio sono state necessariamente prudenti; del resto, con spazi fiscali così ridotti, un eccesso di audacia sarebbe stato difficilmente sostenibile. Il ministro ha dovuto operare all’interno di un perimetro strettissimo, cercando di mantenere l’equilibrio tra stabilità e sostegno minimo all’economia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA