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Mercoledì 10 Giugno 2026
Effetto Siena su Bper: bene in Borsa
Grandi manovre Apprezzate la mossa di Intesa e l’accordo con Unipol per trasferire al gruppo di Modena 635 filiali. Anche gli analisti promuovono l’operazione. L’ad Messina: «L’unica proposta concreta oggi sul tavolo è la nostra»
Lettura 2 min.Sondrio
La Borsa promuove il nuovo capitolo del risiko bancario italiano. Dopo l’offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria lanciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena e il contestuale accordo con Unipol per il trasferimento a Bper di 635 filiali della banca senese, Piazza Affari ha reagito con entusiasmo.
Il recupero del marchio Monte dei Paschi destinato a sostituire quello di Bper
I listini
Ieri il Ftse Mib ha aggiornato i propri massimi storici, arrivando a toccare quota 50.208 punti e confermandosi tra i migliori listini europei della giornata. E a trainare il mercato è stato proprio il comparto bancario, con gli investitori che hanno premiato le società coinvolte nella maxi operazione.
Tra i titoli migliori figurano Unipol, salita del 4,67% ai massimi dal 2008, e Bper, in rialzo del 2,9%, grazie alle attese sui benefici derivanti dall’integrazione della rete Mps. Bene anche Monte dei Paschi (+2,63%) e Mediobanca (+2,97%), che proseguono il recupero dopo i forti rialzi registrati nelle sedute precedenti, segnale che il mercato continua a valutare possibili sviluppi della partita. L’operazione disegnata dal presidente di Unipol, Carlo Cimbri, per Bper, che ha recentemente inglobato la Banca Popolare di Sondrio, viene accolta positivamente anche dagli analisti. Il progetto prevede che, una volta completata l’offerta di Intesa e il successivo trasferimento degli sportelli, l’istituto modenese incorpori il perimetro bancario di Mps dando vita a un nuovo grande polo del credito nazionale.
Secondo le stime di Cimbri, l’integrazione potrebbe generare oltre 800 milioni di euro di sinergie e portare il nuovo gruppo ai vertici del settore per raccolta, impieghi e presenza territoriale. Il piano prevede il recupero dello storico marchio Monte dei Paschi, destinato a sostituire quello Bper una volta completata l’aggregazione.
I giudizi
Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato il target price di Bper da 13,3 a 13,8 euro e migliorato il giudizio sul titolo da “Hold” a “Buy”. Secondo il broker, l’operazione potrebbe generare una creazione di valore pari a circa 0,5 euro per azione e determinare un incremento del 10% dell’utile per azione previsto per il 2028.
Gli esperti guardano con interesse all’aggiornamento del piano industriale che Bper presenterà il 6 agosto, considerato un possibile catalizzatore per il titolo.
Positivo anche il giudizio di Intermonte, che definisce la strategia di Unipol «un grande modo di mettere al lavoro il capitale», attraverso l’acquisizione di asset bancari ritenuti strategici e in grado di accrescere utile e dividendo per azione già a partire dal 2027.
Restano tuttavia alcuni passaggi delicati, a partire dal buon esito dell’opas di Intesa su Mps, passando dall’aumento di capitale da 2,5 miliardi previsto da Unipol fino alle autorizzazioni necessarie per la successiva fusione con Bper. Chi mostra grande fiducia sulla riuscita dell’operazione è proprio Intesa.
L’intervista
In un’intervista a Bloomberg Television, l’amministratore delegato Carlo Messina ha definito l’acquisizione di Mps «un punto di partenza» per rafforzare ulteriormente il gruppo e guardare al consolidamento bancario europeo da una posizione di forza.
Messina ha inoltre minimizzato la proposta avanzata da Banco Bpm a Monte dei Paschi, definendola «una lettera d’amore» e sostenendo che l’unica offerta concreta oggi sul tavolo sia quella presentata da Intesa. Il manager ha anche escluso la possibilità di un rilancio economico, sottolineando come i tre miliardi di euro in contanti previsti nell’offerta rappresentino già un segnale della solidità finanziaria del gruppo.
La partita resta naturalmente aperta, ma la prima indicazione arrivata dal mercato è più che positiva per il progetto industriale capace di ridisegnare gli equilibri del credito italiano.
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