Calcio Lecco, con la Pergolettese un pari deludente

Dopo la brillante prova di Ospitaletto contro il Desenzano, il Lecco fa due passi indietro contro una Pergolettese chiusa e attenta. Il gioco bluceleste resta troppo orizzontale e manca la pericolosità negli ultimi metri. Finisce 0-0

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Lecco

Lecco (3-4-1-2): Vettorel; Rizzo (1’ st Triacca), Arena, Sidler; Urso, Metlika, Mallamo, Manetti (1’ st Litti); Bonaiti;Pellegrino, Fasan (19’ st Moutassime; 33’ st Capello). PANCHINA Dalmasso, Sinn, Comi, Casarotto, Bordoni, Mihali, Famà. All. Federico Valente

Pergolettese (3-4-2-1): Doldi; Roversi, Bassi (16’ st Pala), Dell’Orco, Antolini (43’ st Zaia); Tremolada, Arini; Ferrandino (43’ Evangelista), Stronati, Orlandi (16’ st Jaouhari); Rossetti (29’ st De Marchi). PANCHINA Cordaro

Parziali: 0-0

arbitro: Marco Zini di Udine

note - serata fresca; terreno in perfette condizioni; spettatori 2.230 paganti 825, abbonati 1.405; ammoniti: Manetti. Jaouhari, Roversi. Angoli: 4-5. Osservato un minuto di silenzio per la scomparsa di Sandro Mazzola.

La partita

Pareggio deludente per il Lecco che si ferma dopo la splendida partita di Ospitaletto contro il Desenzano. Due passi all’indietro sul piano del gioco e della pericolosità.

Ma era nell’aria: il Lecco con il suo gioco palleggiato se non ha finalizzatori difficilmente può trovare reti e spazi in profondità contro squadre così chiuse. Eppure i palloni migliori per andare in gol sono stati, tutto sommato, gialloblu. Nella ripresa Ferrandino di testa ha sbagliato a porta vuota un’occasione più facile da segnare che da sbagliare. E, in generale, Vettorel è dovuto intervenire più volte su cross pericolosi, mentre Doldi è stato sostanzialmente inoperoso.

Vero è che i prodromi della pericolosità l’azione bluceleste l’ha avuta più volte, ma senza mai riuscire a concludere in porta. E questo è un grosso problema. Il Desenzano aveva giocato aperto. La Pergolettese no, e si è visto.

Valente fa turn-over con la Pergolettese anche se mantiene nove undicesimi della trasferta di Ospitaletto. Il turn-over è più nei ruoli che negli uomini. Rizzo che era andato in rete contro il Desenzano, viene spostato a fare il braccetto a destra. Comi, Triacca e Sinn siedono in panchina. E davanti preferisce Fasan dall’inizio all’ottimo Moutassime di Desenzano-Lecco. Ma non solo: sposta Pellegrino sulla stessa linea di Fasan e arretra Bonaiti dietro le due punte per un nuovo 3-4-1-2. Il che porta ad avere, sulla carta, più pericolosità sotto porta (anche se Fasan ha una bassa percentuale di realizzazione), ma meno inventiva sulla tre quarti. D’altra parte la Pergolettese ha cambiato sei titolari rispetto alla gara contro la Folgore Caratese (0-0 in controllo).

Nel primo tempo, praticamente solo un’occasione, con Mallamo, e poco altro. Il Lecco palleggia tanto, ma verticalizza poco. Da una parte c’è una Pergolettese attenta e “avvisata” tatticamente di cosa avrebbe fatto i blucelesti. Ma è indisponente il gioco in orizzontale quando non porta mai a un cross in area (lo sappiamo, non ci sono attaccanti), o a un tiro. E così la Pergolettese quando esce dal guscio è persino (poco) più pericolosa.

Il che porta, nella ripresa, a un Lecco diverso. Si fa per dire. Più per necessità che per scelta, il Lecco schiera finalmente due punte alla mezz’ora. Quando si fa male Moutassime. E si vede qualcosa. Ma Ferrandino alla mezz’ora si mangia il vantaggio. Poi nel finale la ridda di proteste per un rigore non concesso a tempo ampiamente scaduto, al Lecco, e proteste ancora più veementi per tre revisioni Fvs che non portano a un maxi recupero ma solo a grandi urla degli spettatori che non hanno gradito la conduzione di gara, double face, dell’esordiente (al Rigamonti Ceppi) Zini.

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