Calolziocorte, allarme sul ponticello Carpine: traffico a rischio

Consiglieri regionali in sopralluogo dopo la richiesta dei gruppi di minoranza. Preoccupazione per l’aumento del traffico pesante in vista della chiusura del ponte di Brivio.

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Calolziocorte

Sopralluogo dei consiglieri regionali Gianmario Fragomeli (Pd) e Onorio Rosati (Avs) venerdì pomeriggio sul ponte che scavalca il torrente Carpine, che scorre sotto la ex Ss 639.

«Fino a poco tempo fa il ponticello sul torrente Carpine, sulla Ss 639, in corso Europa, a Calolziocorte, era ritenuto meno importante. Ma adesso la situazione di ammaloramento in cui versa sta diventando preoccupante e per un motivo ben preciso: in vista della chiusura del ponte di Brivio per lavori di manutenzione, prevista da maggio per 15 mesi, buona parte del traffico pesante dal lecchese alla bergamasca e viceversa dovrà passare dal ponte Cesare Cantù, a Olginate. Di conseguenza, prima o dopo, dal ponticello sul Carpine. Temiamo che si correrà più di un rischio», sostengono Gian Mario Fragomeli e Onorio Rosati, che hanno eseguito il sopralluogo su richiesta dei gruppi di minoranza Cambia Calolzio e BeneComune.

All’inizio del ponte, osservano i consiglieri regionali, «ci sono i cartelli stradali: i mezzi sopra le 12 tonnellate devono procedere a 30 km/h, quelli dalle 44, a 5 km/h all’ora, spostandosi sulla mezzeria e creando una sorta di regolamentazione a senso unico. Questo ci dice quanto poco sicuro sia quel passaggio. Figuriamoci quello che accadrà nel momento in cui comincerà ad aumentare il flusso di traffico, soprattutto pesante. Reggerà l’arcata parecchio deteriorata e davvero malconcia?», si chiedono i consiglieri regionali e comunali.

Alternativi sono possibile soltanto per le auto. «Le auto possono passare attraverso il ponte di Paderno, ma i mezzi pesanti no. Non solo: per la chiusura del ponte di Brivio c’è anche una richiesta di attendere la conclusione dell’anno scolastico. Secondo noi, la priorità è mettere in sicurezza il ponticello di Calolzio e poi chiudere Brivio, non il contrario, perché altrimenti dopo non si può più intervenire sul ponticello. A quel punto, nel frattempo, si potrebbe pensare anche di anticipare la realizzazione della passerella ciclopedonale tra Brivio e Cisano».

I tempi per decidere sono strettissimi. Poco più di due mesi che, considerata la burocrazia, sono davvero pochi. Per cercare di fare pressione, i due consiglieri hanno annunciato che si muoveranno immediatamente in Regione.

«Faremo formale richiesta in Regione Lombardia e Anas affinché stanzino risorse e intervengano quanto prima. Ci faremo interpreti della situazione preoccupante che abbiamo visto con i nostri occhi anche in V commissione Territorio e infrastrutture del consiglio regionale e, assieme al territorio, ci aspettiamo risposte rapide perché i tempi stringono».

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