Calolziocorte, attenuata la misura per tre membri della crew di Baby Gang

Concessa la misura cautelare più blanda per tre “soldati” del trapper, coinvolti in un’inchiesta su armi e controllo del territorio.

Calolziocorte

Dal carcere agli arresti domiciliari. Per tre “soldati” di Baby Gang, il trapper Zaccaria Mouhib, di Calolziocorte, il giudice per le indagini preliminari Gianluca Piantadosi ha accolto la richiesta delle difese, concedendo la misura cautelare più blanda rispetto a quella della detenzione disposta a marzo con accuse di armi e rapina (e per il solo Baby Gang anche quella di maltrattamenti alla compagna).

Una novità emersa negli ambienti di palazzo di giustizia, nell’ambito dell’inchiesta che ha travolto Mouhib e una dozzina di membri della sua crew ribattezzata Npt (acronimo che sta a significare l’espressione No parla tanto) che, secondo le accuse, avevano il controllo della zona delle case Aler, ancora comunemente dette le Gescal, a Calolzio. I tre indagati che hanno ottenuto l’alleggerimento della misura sono un italiano e due giovani di origini nordafricane, come la maggior parte dei personaggi coinvolti nell’indagine partita da una serie di accertamenti su armi utilizzate anche per dei videoclip musicali del noto trapper. Gli approfondimenti dei carabinieri avevano portato anche all’arresto in flagranza di Baby Gang nei mesi scorsi, trovato in possesso di una pistola a Milano, dopo un concerto. Ora sul 24enne al centro di molte vicende giudiziarie pesa anche l’accusa di maltrattamenti ai danni della compagna 22enne che, secondo quanto emerge dalle intercettazioni, veniva umiliata e picchiata.

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