Cronaca / Circondario
Domenica 09 Agosto 2026
Dopo l’incendio al Monte Moregallo l’appello contro i fuochi in vista di Ferragosto
Dopo l’incendio che ha devastato oltre 200 ettari sul Monte Moregallo, scatta l’appello a evitare fuochi e barbecue vicino ai boschi. Comunità Montana e Comune di Valmadrera chiedono massima prudenza in vista di Ferragosto. Resta in vigore il divieto di accesso ad alcuni sentieri, mentre dall’inizio dell’estate sono già 14 le verbalizzazioni per falò nei parchi cittadini.
Lettura 2 min.Valmadrera
«Per accendere un incendio basta un secondo,, per spegnerlo ci vuole tanto tempo, soldi e fatica: in vista di Ferragosto, l’invito per tutti è quello di evitare fuochi o barbecue nelle vicinanze dei boschi del nostro territorio»: a lanciare l’appello è Giovanni Bruno Bussola, assessore in Comunità Montana Lario Orientale e Valle San Martino. Le sue parole si accompagnano alle riflessioni di Cesare Colombo, sindaco di Valmadrera dove il rogo del Monte Moregallo ha divorato, da martedì scorso, oltre 200 ettari di montagna. Dice Colombo: «Sul nostro territorio comunale abbiamo già emanato un’ordinanza molto stringente, in questo momento di emergenza, mentre i nostri parchi pubblici erano già tutti regolamentati con divieto assoluto di barbecue e fuochi, in particolare nel centro “Rio Torto” e sul Pratone di Parè. Con il comandante della polizia locale, Cristian Francese, valuteremo - promette il sindaco di Valmadrera - ulteriori azioni. Suglj eventuali inasprimenti, le azioni saranno da concordare inoltre proprio con la Comunità Montana e con i sindaci dei Comuni limitrofi - manda a dire Colombo - affinché ci sia una visione complessiva della problematica, dato che ovviamente il fuoco non guarda ai confini».
Quest’ultimo tema è delicato e proprio in queste ore infuria la polemica sui social per la scelta del Comune di Mandello (il cui territorio limitrofo a Valmadrera è coinvolto dall’incendio) di riconfermare a breve uno spettacolo pirotecnico già programmato. A Valmadrera fa discutere invece la revoca, ieri, dell’ordinanza sulla navigazione davanti allo scenario del rogo: «È stata fondamentale finché erano in azione i canadair - spiega il sindaco Colombo - Non ci sono invece problemi per l’elicottero, che effettivamente sta continuando a effettuare l’approvvigionamento idrico nel lago; la decisione è stata condivisa con l’Antincendio boschivo Aib». Resta in vigore l’ordinanza relativa invece ai sentieri: è vietato il 6: Valmadrera-Pradello -Preguda-Monte Moregallo (e bocchetta di Moregge); il 5 del Santuario di San Martino-San Tomaso-Sambrosera-Zuccon-Preguda (di cui è interdetto il tratto Sambrosera-Preguda); il 7: da Valmadrera Cappelletta Vars a Sambrosera e Pianezzo (agibile fino alla fontanina di Sambrosera, da dove si può andare tramite il Sentiero 5 a San Tomaso, mentre è proibito verso Pianezzo).
Per quanto riguarda i fuochi, la stagione era iniziata purtroppo con chiare avvisaglie: proprio pochissimi giorni prima dell’incendio, i Volontari di Sant’Isidoro (uno storico gruppo dedito alla cura dell’area di Preguda) avevano lanciato l’allarme a seguito di un paio di episodi, con ritrovamento dei resti di falò per cucinare (e persino una tenda). Massimo Cariboni, che appunto guida il gruppo, aveva messo profeticamente in guardia sul «rispetto delle regole e del patrimonio ambientale e culturale custodito dal nostro amato Monte Moregallo. Accendere falò è non solo vietato, ma anche realmente pericoloso: se le fiamme sfuggono al controllo, il rischio in una località boschiva come quella diventa enorme: sicuramente, anche per le persone, oltre che per la distruzione del verde». Lo stesso comandante della Polizia locale, Francese, aveva fatto qualche settimana prima un focus sull’utilizzo dei parchi di Valmadrera per i barbecue riferendo che, dall’inizio dell’estate, già erano state 13 le verbalizzazioni per accensione di falò nel Rio Torto e un caso si era verificato persino sul Pratone di Parè.
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