Dodici velox e laser nel Lecchese:
«Caos sulle multe»

In corso il censimento dei dispositivi: ce ne sono sul lago e soprattutto in Brianza. Riva (Aci): «Vergognosa la confusione normativa»

Lecco

Sono dodici i dispositivi di rilevamento della velocità attivi in Provincia di Lecco. A rivelarlo è il database pubblicato negli scorsi giorni sul sito del Ministero dei trasporti, frutto del censimento promosso dallo stesso Mit tra gli enti locali a partire dallo scorso 30 settembre.

Nel dettaglio risultano: undici telelaser, gestiti rispettivamente dalla polizia provinciale e dai comandi di polizia locale di Bellano, Oggiono, Annone e Bosisio, Castello di Brianza, Cesana, Sirone, Osnago, Lomagna (con Casatenovo, Merate, Galbiate), Colle Brianza e Olgiate, Calco, Brivio, Robbiate.

Rilevatore Un rilevatore di velocità in modalità istantanea, ovvero un autovelox, gestito dal comando di polizia locale di Nibionno. Il telelaser gestito dalla polizia di Bellano è usato sulla provinciale 72 mentre quello della polizia di Robbiate viene usato anche nei comuni di Verderio e Paderno d’Adda. L’unico ente a disporre di due dispositivi è il comando della polizia locale di Merate. Nel complesso, in Italia risultano attivi 3.734 dispositivi di rilevamento della velocità anche se il censimento non è stato chiuso e pertanto gli enti locali hanno ancora la possibilità di modificare i dati inseriti o registrare nuovi autovelox.

Peraltro, da più parti si segnalano errori nell’inserimento dei dati, tra comuni inesistenti e dispositivi che compaiono più volte. In base alle disposizioni del Ministero, solo i dispositivi correttamente registrati dagli enti locali nel database potranno continuare a funzionare mentre gli altri dovranno essere spenti.

Ciò significa anche che, qualora un automobilista riceva una multa da un autovelox non registrato correttamente nel database ministeriale, potrà fare ricorso e chiederne l’annullamento. Benché teso a favorire una maggiore trasparenza, il censimento non ha chiarito in alcun modo se i termini “approvazione” ed “omologazione” utilizzati nel codice della strada siano sinonimi oppure se indichino due procedure differenti e se, di conseguenza, ha ragione la Cassazione quando sostiene, all’interno di diverse sentenze, che un autovelox “approvato” ma non “omologato” non produca multe valide.

«È vergognoso – osserva Lorenzo Riva, presidente di Aci Lecco – questa cosa nel giro di pochi mesi poteva essere risolta e invece ancora oggi non sappiamo quali sono i criteri per poter utilizzare correttamente i dispositivi di rilevazione della velocità, installati tra l’altro con soldi pubblici. Un cittadino che prende una multa per aver infranto un limite di velocità ha sbagliato ma così si rischia di favorire i ricorsi e di mettere in difficoltà i giudici di pace».

Omologazione Mentre l’approvazione di un autovelox spetta al Ministero dei trasporti, non è mai stato chiarito quale sia l’ente a cui spetterebbe eventualmente occuparsi dell’omologazione di questi strumenti. «Autovelox e telelaser – aggiunge Riva – non devono essere usati dalle amministrazioni locali per fare cassa. Non possono essere messi a dieci metri dal cartello che segna il passaggio dal limite di 70 km/h a quello di 50 km/h. Vanno utilizzati con coscienza e intelligenza e posizionati nelle zone ad alto rischio. Devono costituire un incentivo agli automobilisti a rispettare le regole del codice della strada per il bene di tutti».

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