Cronaca / Lecco città
Venerdì 31 Luglio 2026
Lecco, Regione: «Più segnalazioni sulle predazioni per gestire l’emergenza lupi»
L’assessore Beduschi al tavolo sulla biodiversità: «I dati inviati a Ispra non fotografano la realtà». Focus anche su cervi, cormorani, siluri e gestione dei boschi.
Lettura 1 min.Lecco
“Vogliamo dimostrare a Ispra che le predazioni denunciate sono molto inferiori alle predazioni e ai pericoli che il lupo sta provocando nella nostra regione”. Si fonda innanzitutto sui numeri la strategia con cui palazzo Lombardia intende gestire i problemi legati al diffondersi sul territorio regionale non solo dei grandi carnivori ma anche di specie come cervi e cormorani. Lo ha spiegato l’assessore all’agricoltura Alessandro Beduschi durante il tavolo per la biodiversità svoltosi giovedì mattina all’ufficio territoriale regionale di Lecco. “La normativa europea sul lupo è cambiata da poco. – ha spiegato Beduschi - Noi siamo in contatto costante con Ispra e abbiamo ottenuto una rivalutazione delle quote regionali di prelievo. Purtroppo queste quote sono insufficienti rispetto alla consistenza del lupo nella regione. Il lupo ormai dall’area montana e pedemontana si è trasferito in maniera stanziale anche in pianura. Abbiamo notizie di tante predazioni ed è nostro dovere intervenire. Le quote di prelievo del lupo vengono determinate anche sulla base di queste segnalazioni. Ho chiesto a tutti gli stakeholder presenti al tavolo di sensibilizzare rispetto a questo tema altrimenti presentiamo numeri insufficienti rispetto alla realtà”.
Un discorso simile vale anche per i cervi. “I monitoraggi di cui disponiamo sui cervi sono obsoleti o insufficienti. – ha sottolineato Beduschi – La consistenza del cervo è superiore. Abbiamo incaricato Ersaf di realizzare un nuovo e più attendibile monitoraggio che possa costituire una base di lavoro importante per una successiva valutazione sul numero di prelievi che si devono e si possono fare a queste latitudini. Il cervo è una specie da rispettare ma che ormai sta proliferando in modo non più biosostenibile ed in luoghi dove mette in pericolo la sua vita ma soprattutto le attività commerciali e la vita dei cittadini”. Per quanto riguarda la gestione dei boschi, Beduschi ha rimarcato la necessità di un approccio “più pragmatico e realistico” a livello di regole forestali anche perché la mancata gestione del bosco ha favorito la discesa “della fauna selvatica per alimentarsi nelle aree antropizzate”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA