Lecco, don Magnoni ai saluti: «Non banalizziamo le domande dei giovani»

L’intervista al sacerdote che ha lasciato Acquate per insegnare a tempo pieno in Cattolica: «Qui era casa, mi mancheranno volti e legami»

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Lecco

«Mi mancheranno di più i volti. Perché uno arriva, conosce, si affeziona, si creano legami». È nelle persone, oltre che nei sentieri delle sue amate montagne, che don Walter Magnoni custodirà il ricordo dei cinque anni trascorsi a Lecco. A inizio settembre ha lasciato la Comunità pastorale Beata Vergine di Lourdes, che riunisce Acquate, Bonacina e Olate, per dedicarsi a tempo pieno all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nato ad Abbiategrasso nel 1972 e sacerdote dal 2000, don Magnoni era arrivato a Lecco nel 2021, in una città ancora sospesa tra le paure della pandemia e il desiderio di tornare a incontrarsi.

Per lui era anche la prima esperienza come parroco di una comunità pastorale. Cinque anni dopo, il bilancio è fatto di oratori, famiglie, ragazzi, camminate in montagna, cultura e relazioni. La notizia della partenza non è stata semplice da accogliere. «All’inizio non l’avevo ancora ben realizzato», racconta. La decisione definitiva è arrivata dopo Pasqua, quando ha saputo che non sarebbe stato possibile prolungare di un altro anno la sua permanenza e che era già stato individuato il successore. «È stato un momento di smarrimento. Non mi sentivo pronto e ho avuto bisogno di qualche giorno per digerire questa cosa». Alla Cattolica continuerà a insegnare Etica sociale nella Facoltà di Economia e diventerà referente per la Teologia nella Facoltà di Scienze politiche e sociali. «Un incarico che mi chiede di essere in università tutti i giorni», spiega, e che rendeva di fatto incompatibile la presenza pastorale.

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