Treni insufficienti per i turisti:
la Valtellina viene penalizzata

La giornata di sole ha attirato sul lago e in valle molti visitatori: ieri ancora convogli stracolmi. Una soluzione ci sarebbe: raddoppiare il numero di corse. Ma resta il problema del binario unico

Lecco - Sondrio

Una premessa è doverosa: quella di ieri è stata senza dubbio una giornata ben più regolare del solito sulla linea Tirano-Milano. A differenza delle settimane passate, infatti, è stato il bollino verde a contraddistinguere la circolazione. Basti pensare al disastro registrato otto giorni fa, con il distacco di un masso che ha richiesto la chiusura prolungata del tratto compreso tra Lecco e Mandello del Lario.

Senza andare troppo lontano, scene decisamente complesse sono state registrate nella mattinata di sabato, tra corse soppresse - per via di un guasto alla linea tra Bellano e Varenna - e treni poco capienti. Così è successo, proprio come abbiamo dato notizia ieri su queste colonne, con il RegioExpress delle 10.20 in partenza da Milano Centrale, preso d’assalto non solo da studenti e lavoratori pendolari di rientro a casa per il fine settimana, ma anche da tanti turisti stranieri diretti sulle principali località della sponda lecchese del Lario.

Le conseguenze dell’overtourism sono state registrate pure nella mattinata di ieri: approfittando del bel tempo di inizio ottobre, non sono certo stati pochi i visitatori - italiani e non - che hanno scelto di raggiungere Varenna e Bellano. Il risultato? Il treno 2818 ha viaggiato in ritardo «per la sosta prolungata, dovuta all’alta affluenza di viaggiatori, in alcune stazioni». Il treno è arrivato al capolinea 14 minuti dopo, recuperando in parte il ritardo accumulato via via.

Ieri non si è riproposto il problema convoglio non sufficientemente capiente (il già menzionato diretto delle 10.20 di sabato, infatti, «a causa di un guasto ha circolato in composizione singola», anziché doppia come al solito, come spiegato da Trenord), ma il tema del sovraffollamento resta comunque centrale. Ed è destinato a non risolversi in fretta con l’arrivo del clima più rigido: come ben sa chi si muove di frequente sul treno, ormai le località lariane non conoscono stagione e sono frequentate tutto l’anno da turisti e appassionati di vita all’aria aperta.

Tra ritardi per guasti all’infrastruttura e mezzi completamente pieni, c’è da chiedersi che biglietto da visita i nostri territori sono in grado di offrire a quanti scelgono di trascorrere qui le vacanze. Una soluzione, potenzialmente, potrebbe esserci. Ed è quella che ha annunciato il ministero dei Trasporti ad agosto, a un mese dalla fine dei cantieri estivi sulla linea: dopo i lavori, un treno ogni mezz’ora da Milano verso la Valle, al posto di uno ogni sessanta minuti come accade ora. In questo modo, oltre a raddoppiare i collegamenti tra il capoluogo di regione e la provincia di Sondrio, si potrebbe prevedere una migliore distribuzione dei passeggeri, specialmente negli orari di punta.

Limitandosi all’esperienza delle ultime settimane, tuttavia, al momento ciò appare irrealizzabile: basta un guasto alla linea e la circolazione da e per la provincia di Sondrio si paralizza, con inevitabili ritardi e cancellazioni per ridare regolarità al servizio. E poi c’è da dire che il binario unico per larga parte della distanza Tirano-Milano di certo non aiuta gli scambi.

Guardando avanti, ancora , c’è l’ormai imminente traguardo dei Giochi invernali: l’approssimarsi dell’appuntamento è ricordato dagli stessi treni, visto che Trenord è “Regional transport sponsor” delle Olimpiadi e, per questo, ora sulla livrea dei convogli campeggia il logo di Milano Cortina 2026. Proprio in questa circostanza dovrebbe essere sperimentato il raddoppio delle corse: staremo a vedere come andrà a finire.

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