Il ricordo di Sergio Longoni, una comunità unita nell’affetto per l’imprenditore scomparso

Dal Cai di Barzanò, da lui fondato oltre quarant’anni fa, alla scuola, alla parrocchia e alle associazioni sportive, emerge il ritratto di un uomo capace di lasciare un segno profondo. Per custodirne la memoria, sarà aperto un libro delle firme in sede Cai, dove raccogliere pensieri e testimonianze da consegnare alla famiglia, mentre si valutano anche iniziative come l’intitolazione della sede.

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Barzanò

Una rete di ricordi, testimonianze e parole che restituiscono il profilo di un uomo capace di lasciare un segno profondo nella comunità.

All’indomani della scomparsa di Sergio Longoni, morto a 83 anni, associazioni, istituzioni e realtà del territorio si stringono attorno alla famiglia e affidano alla memoria collettiva il racconto di una persona che, pur avendo raggiunto incredibili traguardi, non ha mai dimenticato il paese da cui è partito e a cui ha sempre rivolto mille attenzioni.

Stefano Cazzaniga, attuale presidente del Cai, sezione fondata proprio da Longoni quasi 43 anni fa, ne è testimone diretto: «Sergio Longoni è stato una grandissima persona. Per trent’anni è stato il nostro presidente. Poi ha deciso di lasciare spazio ai giovani, ma è rimasto presidente onorario. In tutti questi anni, ci ha sempre sostenuto in tutte le maniere, con le parole e con i fatti. Era sempre generoso con tutti».

La sua scomparsa crea un vuoto difficile da colmare. «È una perdita inestimabile - prosegue - non solo per il nostro sodalizio ma per tutta la comunità». Per ricordare Sergio Longoni, il Cai ha avviato un’iniziativa per raccogliere testimonianze: «Abbiamo diffuso una mail a tutti i soci. Dalla sera del 1° maggio, in sede, terremo un quaderno al quale, chi lo vorrà, potrà affidare i propri ricordi di Sergio. Proseguiremo per un po’, in modo che tutti abbiano la possibilità di farlo. Quindi, consegneremo la raccolta ai famigliari».

Cazzaniga ha anche detto che con il direttivo si potrebbe discutere della possibile intitolazione della sede proprio a Longoni.

Don Adelio Molteni, in paese dallo scorso settembre, ha conosciuto Longoni solo per pochissimo tempo ma il ricordo è già nitido: «In paese è conosciuto per aver dato moltissimo, per il lavoro e per la sua generosità. Alla parrocchia, alle associazioni, al Cai, alla scuola». Un impegno che affonda le radici nel tempo: «Ha contribuito, insieme ad altri del paese, alla realizzazione dell’oratorio don Paolo VI. Era una persona molto conosciuta e amata. Quando c’era bisogno, lui c’era».

Un legame stretto anche con il mondo della scuola e della formazione, come evidenzia Franca Colombo, presidente della Fondazione Giuliano Sala, cui fa capo il liceo linguistico Parini: «Era un grand’uomo di testa e di cuore. È sempre stato molto vicino alla scuola e a tutte le iniziative nate da don Giuliano: il liceo Parini, il Paolo VI, l’attività sportiva». Una presenza concreta: «Longoni c’era sempre: sia con la sua presenza sia con le attrezzature, insieme agli altri grandi imprenditori del territorio, come Sacchi e Beretta».

Ricordi bellissimi anche da parte di Flavio Perego, presidente della polisportiva Barzanò. «Ci ha sempre supportato dal punto di vista tecnico. Tutti gli anni, prima dell’inizio del campionato, andavamo da lui e ci riforniva del materiale necessario: dai palloni alle tute e alle maglie. Quindi, ad ogni torneo, forniva gadget da regalare ai bambini. Ogni volta, era lui a riceverci. Voleva farlo personalmente. Ci teneva a essere informato di quello che facevamo e di quello che accadeva. Ultimamente, quando ormai sapeva di essere malato, aveva deciso di stipulare contratti di sponsorizzazione triennale. Così, diceva, anche quando non ci sarò più, andrete avanti lo stesso».

Ricordi diversi, ma accomunati dalla consapevolezza di avere avuto a che fare con un uomo che ha sempre dimostrato grande generosità. E che molti, sabato mattina, quando alle 10.30 si svolgeranno i funerali, non mancheranno di salutare personalmente.

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