Cronaca / Morbegno e bassa valle
Giovedì 10 Settembre 2026
Val Masino, crollo Scaiun: le reazioni di residenti e villeggianti
Nella notte un ampio fronte di frana ha fatto tremare vetri e case, ma il nuovo vallo paramassi ha contenuto la caduta dei massi. Residenti e villeggianti osservano con preoccupazione l’ennesimo cedimento della montagna.
Lettura 1 min.Val Masino
Chi è letteralmente sobbalzato nell’avvertire nella notte il fragore della montagna, e chi non ha sentito assolutamente nulla, nonostante dormisse a pochi metri dalla stessa. Preoccupazione per l’accaduto e sbigottimento, i sue sentimenti dominante questa mattina a Cataeggio di Val Masino fra la popolazione di residenti e di villeggianti, spesso, quest’ultima, composta da persone comunque originarie del posto. «Noi viviamo a Roma, ma siamo nati qua, siamo del posto, abbiamo la cosa qui sulla provinciale e veniamo in paese regolarmente – dicono Valentina ed Armando Taeggi, che abbiamo incontrato mentre, attoniti, guardavano lo Scaiun transitando sul ponticello situato poco prima del Comune -. Nonostante sia caduto così tanto materiale, sembrerà impossibile, ma non abbiamo sentito nulla. Io mi sono alzata intorno alle 2 – dice la donna -, ma non ho sentito rumori né mi sono accorta di nulla. Solo stamattina, abbiamo appreso di questa situazione e siamo scesi ora in strada a vedere».
Sono talmente abituati, i residenti a Cataeggio, a fare i conti con la frana storica dello Scaiun, che non riescono neppure a darsi troppo pensiero. Fa parte della loro vita. «Noi ci conviviamo da sempre – dicono Valentina e Armando – e non abbiamo paura. Tra l’altro il pericolo è emerso soprattutto negli ultimi anni, ma sono stati messi sensori ed è stato costruito un muro di contenimento, interventi importanti che sono anche parecchio serviti». Dopo i crolli del gennaio e febbraio 2016, dell’aprile e giugno 2018, del febbraio 2019, dell’ottobre 2022, e del settembre 2023, si è deciso di elevare il livello di sicurezza realizzando un valle paramassi da tre milioni di euro ed effettuando un monitoraggio radar costante da parte di Arpa Lombardia. L’ultimo importante evento registrato, che ha comportato la caduta di grossi volumi di materiale (7.900 metri cubi), è quello del 4 febbraio 2019, ma anche il 22 marzo scorso si erano dovute sfollare 300 persone per via dell’avvisaglia di cedimenti. E nella notte scorso, questi ultimi, ci sino stati eccome. «Nella notte intorno alle 3 ho sentito un gran rumore, ma ho pensato fosse un tuono – dice Giulio Songini, che vive a pochi metri dalle scuole del paese -. Ma è durato più a lungo, tremavano i vetri della casa, e allora ho realizzato che erano caduti dei sassi. Parecchi, un fronte di frana molto ampio rispetto a quelli degli anni scorsi. Per fortuna che è stato realizzato il vallo di contenimento, il terzo lotto finito proprio mercoledì, altrimenti alcune abitazioni sarebbero state raggiunte in pieno. La mia famiglia non è stata fatta evacuare, perché ritengono noi si sia più esterni rispetto al punto frana, però, stiamo a vedere cosa diranno i tecnici».
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