Albosaggia onora Sebastiano Erba, morto per salvare due alpinisti

L’amministrazione comunale ha avviato la procedura per conferire la medaglia d’oro al merito civile a Sebastiano, esempio di coraggio e altruismo

Albosaggia

Una medaglia per ricordare, ma soprattutto per non dimenticare un gesto di altruismo che ha segnato profondamente un’intera comunità. Albosaggia si stringe attorno al ricordo di Sebastiano Erba, il 35enne sondriese che lo scorso 7 febbraio ha perso la vita sul Pizzo Meriggio, travolto da una valanga mentre tentava di salvare due sci alpinisti. È da qui, da quella mattina di inverno che resta impressa nella memoria collettiva, che prende forma la proposta avanzata dall’amministrazione comunale orobica: conferire a Sebastiano un’onorificenza al merito civile.

Un’iniziativa nata su sollecitazione di un gruppo di amici, ma che in poche settimane è diventata patrimonio condiviso, espressione di un sentimento diffuso che attraversa tutta la Valtellina. La giunta comunale ha approvato all’unanimità la delibera lo scorso 2 aprile, dando ufficialmente avvio all’iter che porterà la richiesta al vaglio delle autorità competenti. Un atto formale, certo, ma carico di significato umano e simbolico.

A spiegarne il senso è il sindaco, Graziano Murada, che affida a parole sentite il ricordo di Sebastiano: «La giunta ha accolto la richiesta proveniente dai suoi amici perché la memoria di chi ha donato la propria vita per salvarne altre non deve svanire. Deve rimanere, scolpita, a futura memoria, perché Sebastiano Erba sia un esempio di umanità luminosa, che anche nella neve più fredda ha acceso un calore che non si spegne».

Parole che restituiscono il valore di un gesto istintivo, compiuto senza esitazione. Quel giorno, davanti al distacco della valanga che trascinava a valle due escursionisti, Sebastiano non si è fermato. Ha scelto di intervenire, di scendere lungo la parete nord del Pizzo Meriggio, affrontando il pericolo per cercare di portare aiuto. «Un’azione che incarna pienamente lo spirito della legge che disciplina le ricompense al merito civile: riconoscere chi, con eccezionale senso di abnegazione, si prodiga per gli altri, anche a costo della propria vita». Il suo sacrificio non è passato inosservato. La vicenda ha avuto eco ben oltre i confini locali, suscitando commozione e partecipazione, e dando vita anche a una raccolta fondi a sostegno del Soccorso alpino valtellinese. Un segno tangibile di quanto quel gesto abbia toccato corde profonde, richiamando valori universali come solidarietà, coraggio e responsabilità.

Con la delibera approvata, il Comune orobico esprime dunque formalmente il proprio parere favorevole al conferimento della medaglia d’oro al merito civile, che potrà essere assegnata con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministero dell’Interno. Il documento è già stato trasmesso ieri alla Prefettura di Sondrio per l’avvio dell’istruttoria. Ma al di là dell’iter amministrativo, resta soprattutto il bisogno di custodire una memoria. Quella di un giovane uomo che, in un istante, ha scelto di mettere gli altri davanti a sé. Un ricordo che per molti si intreccia a immagini, racconti, momenti condivisi: la normalità di una vita interrotta e, allo stesso tempo, resa straordinaria da un gesto che continuerà a parlare nel tempo. E oggi quella richiesta di onorificenza diventa qualcosa di più di un riconoscimento ufficiale: è un modo per dire che il suo esempio resterà vivo, affidato alla memoria di una comunità che non intende dimenticare.

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