Chef a Cinque cerchi raccontano la Valtellina: gli eventi a Milano

Verso i Giochi Cucina d’autore in quattro cene da favola Alessandro Negrini, Michele Talarico e Stefano Masanti. Identità Golose invita nell’hub gastronomico in centro

Milano-Cortina 2026 non è solo sport, ma anche gastronomia.

L’appuntamento a cinque cerchi rappresenta un’occasione strategica per l’Italia e per la Lombardia: non si tratta solo del più grande evento sportivo mai ospitato dalla regione, ma una vetrina internazionale per raccontare i territori attraverso cultura, sostenibilità e cucina d’autore.

Alla vigilia dei Giochi, Identità Golose porta nel suo hub gastronomico in centro a Milano un format dedicato alle cucine di montagna del mondo, un percorso fatto di incontri, contaminazioni e salite ideali, dove la tradizione si confronta con nuove interpretazioni. Un racconto corale che trasforma l’area olimpica in una destinazione gastronomica di livello mondiale, valorizzando prodotti locali e visioni contemporanee.

In questo contesto, la Valtellina assume un ruolo centrale, con la presenza di chef che da anni sono dei veri e propri ambassador della cucina d’alta quota come espressione autentica del territorio alpino.

Le cene firmate da Alessandro Negrini, Michele Talarico e Stefano Masanti, testimoniano un percorso solido costruito negli anni, che rende la Valtellina uno dei laboratori più interessanti della gastronomia montana italiana.

Le radici

Professionisti capaci di tradurre identità, clima e materia prima in una proposta gastronomica contemporanea, senza perdere il legame con le radici.

Da Livigno a Madesimo partendo da Milano, la cucina valtellinese si racconta attraverso interpretazioni che partono da materie prime di montagna – latticini, erbe spontanee, cereali, carni e tecniche di conservazione tradizionali – per arrivare a una proposta evoluta, capace di dialogare con le grandi cucine internazionali senza perdere autenticità.

Un contributo che rafforza il ruolo della Lombardia non solo come sede olimpica, ma come territorio gastronomico maturo, in grado di esprimere una visione coerente tra tradizione, sostenibilità e cucina d’autore. All’interno del progetto La Cucina di Montagna, la Valtellina emerge come uno dei territori chiave del racconto gastronomico verso Milano-Cortina 2026.

Una presenza significativa, rappresentata da cuochi che hanno fatto della cucina alpina contemporanea una cifra identitaria riconoscibile anche fuori dai confini regionali.

Cinque cene a quattro mani riuniscono uno chef italiano e uno internazionale, provenienti da paesaggi diversi ma accomunati da una stessa grammatica culinaria: territorio, clima e stagionalità.

Menu che raccontano memoria e presente, con radici profonde e uno sguardo costante all’evoluzione.

Il programma

Ad aprire il ciclo, oggi, l’incontro tra due interpreti simbolo dei territori olimpici di Milano e Cortina, con la partecipazione dello chef di origine valtellinese Alessandro Negrini (Il Luogo Aimo e Nadia, Milano) insieme a Riccardo Gaspari (SanBrite, Cortina d’Ampezzo).

Domani, Michele Talarico (Kosmo Taste the Mountain, Livigno) e Julian Stieger (Rote Wand Chef’s Table, Lech).

Mercoledì, Paolo Griffa (Paolo Griffa al Caffè Nazionale, Aosta) e Andrea Selvaggini (Savage, Oslo).

Giovedì, Stefano Masanti (Il Cantinone, Madesimo) e Michael Mayr (Quellenhof Gourmetstube 1897, San Martino in Passiria).

Venerdì, Alessandro Gilmozzi (El Molin, Cavalese) e David Zefran (Milka, Kranjska Gora).

Le cene sono aperte al pubblico su prenotazione tramite il sito di Identità Golose Milano e TheFork.

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