Iran, l’appello da Sondrio: «Siamo senza notizie dei nostri cari»

Il racconto di Hadi Habibnejad, residente in Valtellina: «Da giorni non riesco a parlare con i miei familiari. La situazione è precipitata»

Sondrio

Da giorni il silenzio è diventato assordante. Per molti iraniani che vivono in Italia l’impossibilità di contattare i familiari rimasti in patria è una ferita aperta, alimentata da notizie frammentarie, voci incontrollate e dalla consapevolezza che quanto sta accadendo in Iran rischia di essere molto più grave di ciò che filtra all’esterno. Internet e le comunicazioni sono stati in gran parte bloccati, mentre le proteste, iniziate per motivi economici, hanno assunto rapidamente un carattere politico, incontrando una repressione sempre più dura.

Anche a Sondrio cresce l’angoscia. Hadi Habibnejad, ballerino, coreografo e regista iraniano da tempo residente a Sondrio, non riesce più a mettersi in contatto con la propria famiglia, che vive a Teheran. «Ho sentito i miei familiari mercoledì, poi è stato bloccato tutto e non ho più avuto loro notizie», racconta. Uno dei suoi tre fratelli lavora al pronto soccorso di un ospedale della capitale, un dettaglio che rende l’attesa ancora più carica di timori.

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