Basket: l’ex Nba Hayes-Davis si allena al Bione

Il giocatore del Panatinaikos era in città per un matrimonio e ha chiesto di poter usare il palazzetto. Con lui una ventina di giovanissimi

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Lecco

Lo avete mai visto come si allena – da solo – un campione vero di pallacanestro? Una ventina di giovani del Basket Lecco possono dire di sì. “Complice” un cestista statunitense ex Nba – ora in forza alla blasonata franchigia greca del Panatinaikos di Atene – che si è allenato in un piccolo palazzetto come quello del Bione. Attorniato solo da un gruppo di giocatori in erba del sodalizio lecchese, club che ha ospitato il gigante Nigel Hayes-Davis (classe 1994). Fatto curioso: dopo essere stato contattato dallo stesso giocatore con una semplice mail. Presenti il team manager Paolo Galbiati, la vice-presidente e ds Florinda Rotta col medico sociale Paolo Gulisano, oltre al manipolo fra under 19 e minors. Galeotta dunque fu una mail, mandata pochi giorni fa alla casella di posta ufficiale dell’Asd Basket Lecco: «Salve sono Nigel, sono a Lecco per un matrimonio – c’era scritto in sintesi – mi ospitate per un allenamento venerdì mattina dalle 9 alle 11?» Detto fatto. «Intanto ringrazio tanto per la gentilezza e l’ospitalità – ha detto Hayes Davis -. Odio fare interviste, ma ho voluto fare questa perché siete stati così gentili e disponibili da permettermi di venire qui. La mia prima impressione è stata molto migliore di quanto mi aspettassi per una piccola città in Italia sul Lago di Como, e sono molto contento delle persone che ho incontrato. Sono felice e stupito dell’entusiasmo che si respira qui. Io sono un ragazzo qualunque che vuole solo giocare a basket. Sì, uno dei miei compagni di squadra al Panathinoiks si sposa oggi sul Lago, e devo cercare di continuare ad allenarmi un po’. Ieri ho dovuto prendermi una pausa a causa del volo, ma oggi, grazie al Basket Lecco, posso continuare ad allenarmi senza perdere troppo tempo viaggiando. Per il resto non mi piace parlare di basket fuori stagione...Questa è la la stagione dei matrimoni. È estate e per me il basket non esiste. Faccio il mio lavoro sì, mi alleno ma cerco di godermi la stagione e in questo momento il basket è da lasciar perdere...» Ma poi a stupire è il suo allenamento solitario (con l’aiuto solo di un paio di giovanissimi raccattapalle) a suon di musica. Con l’unica cortesia richiesta dal campione made in Usa: quella di non essere ripreso o fotografato durante gli esercizi. La musica? Non house music, non rap nelle sue declinazioni. Ma musica classica a tutto volume con spettacolari esercizi di palleggio a due mani contemporaneamente con pallina da tennis e palla da basket. Poi tiri, corsa e tanta, tanta tecnica... Insomma: uno spettacolo. Ma per pochi “intimi”.

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