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Domenica 30 Agosto 2026
Treviso, esame verità per il Lecco: tra nuovi arrivi e incognite, Valente cerca risposte
All’Omobono Tenni i blucelesti affrontano una matricola ambiziosa e un ambiente infuocato
Lettura 2 min.Lecco
Treviso-Lecco, domani sera alle 21, all’Omobono Tenni è la prova del nove. Troppo semplice parlare di Lecco sfavorito. Dopo l’arrivo di Murillo e Capello, c’è stato anche il ritorno di Mattia Rizzo e la partenza di Sean Parker. Il che rende la squadra e la rosa ancor più complicate da “leggere”. Capello sicuramente è un profilo di alto livello. E Murillo un giovane davvero di belle speranze. Mattia Rizzo, poi, lo si conosce: affidabile, continuo. Ma ci si chiede questa rosa a che tipo di progetto si rifaccia. Anche perché rischia di essere ancora cambiate in queste ultime ore prima della chiusura del mercato di martedì alle 20. Analizzando settore per settore, si scopre una difesa che è ancora debole e che sarà priva di Sidler anche stasera. Un centrocampo sulla carta miglior reparto con Mallamo, Bonaiti e Metlika. Un attacco che è completamente da scoprire dopo le partenze di Furrer e Parker. Ironia della sorte: Galeandro era dato per sicuro partente e invece “rischia” di restare, mentre si è fatto il vuoto intorno a lui. Insomma, dire che si va a Treviso in formazione sperimentale, è poco. Qualche certezza c’è ma sembra essere solo Vettorel che deve confermarsi ma ha fatto vedere ottime cose nella prima gara contro l’Arzignano.
Parliamoci chiaro: stasera sarà dura portare a casa un punto o più. Il Treviso è una matricola e avrà con sé tutto l’entusiasmo di un intero stadio da tutto esaurito, il rinnovato Omobono Tenni, che fu, tra l’altro, pilota della Guzzi. Sarà un ambiente assetato di vittorie. Successe così anche allo stadio della Dolomiti, che bagnò l’inaugurazione, la scorsa stagione, con un 4 a 1 a favore dei blucelesti. Insomma: l’entusiasmo non sempre basta. Ma il Treviso è altra cosa. È una squadra quadrata che ha ottimi interpreti e ha perso a Trento solamente all’ultimo respiro e senza demeritare. Inoltre, davanti ha Odogou. La trappola perfetta per i blucelesti senza punti di riferimento che non siano il loro coriaceo allenatore: «C’è da aggiungere anche che noi giocheremo fuori casa senza la nostra tifoseria – spiega Federico Valente –che ci ha dimostrato anche nelle ultime due partite, sia in Coppa che la prima contro l’Arzignano, di sostenerci per 95 minuti. La tifoseria è sempre stata di supporto e questo sicuramente ci mancherà. Però ci deve anche dare una spinta davanti a una tifoseria importante. La prima trasferta in uno stadio che ha anche storia, è stata preparata bene. Ritrovo un mio ex giocatore come Odogu, di grande fisicità. In campo lui dà molto riferimento e in più i biancocelesti hanno un centrocampo di qualità e dietro sono strutturati. Dunque noi dobbiamo fare attenzione sulle palle inattive e sulle ripartenze».
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