La Roja sul tetto del mondo: la finale Spagna-Argentina infiamma anche Lecco

Tra lo Shamrock e il Todo Bien si festeggia e si soffre fino all’ultimo: le voci dei tifosi argentini e spagnoli raccontano un Mondiale vissuto con il cuore.

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Lecco

Al minuto 106 di un’infinita Spagna-Argentina il sinistro di Ferrán Torres ha abbattuto il fortino albiceleste protetto fino all’ultimo dal Dibu Martínez e regalato alla Roja il secondo Mondiale della propria storia, sedici anni dopo il primo storico titolo. Anche Lecco ha vissuto i 120 minuti più recupero e half time show con grande emozione e intensità. Tra i 50 argentini che hanno visto la finale allo Shamrock Irish Pub, al fianco di una decina di tifosi spagnoli, anche Carolina Ghelfi, italo-argentina trasferitasi in Italia nel gennaio 2017: “Noi argentini diciamo spesso: ’¿Cómo te explico?’. Perché è davvero difficile spiegare cosa significhi vivere un Mondiale. È molto più di un torneo di calcio: è qualcosa che si vive con il cuore. È una sofferenza continua, una gioia incontenibile e novanta minuti che, quest’anno più che mai, non sono stati adatti ai deboli di cuore. Si soffre fino all’ultimo secondo e poi si festeggia come se un intero Paese respirasse all’unisono”.

Carolina ha trascorso i lunghi momenti di entusiasmo, tensione e sofferenza al triplice fischio finale insieme alle persone care: “Ho avuto la fortuna di vivere tutto questo dalla mia amata Lecco, dove vivo ormai da nove anni, insieme ai miei amici dello Shamrock, pub irlandese che durante il Mondiale è diventato la nostra seconda casa. Da argentina avrei tanto voluto vedere Messi chiudere la sua straordinaria carriera con un’altra Coppa del Mondo, ma torno comunque con un grande orgoglio: quello di una squadra che non ha mai smesso di lottare e di un Paese che vive il calcio come pochi altri al mondo”. La speranza è quella di vedere un giorno l’Albiceleste sfidare gli azzurri: “Da italo-argentina, che vive in Italia da quasi dieci anni, continuo a sognare un Mondiale con l’Italia di nuovo protagonista, per poter scoprire come si vive qui quella stessa passione. Anche se, lo ammetto, non so davvero cosa farei se un giorno la finale fosse Italia-Argentina”.

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