Comunicato Stampa: Consiglio Veneto, approvato il rendiconto generale della Regione del Veneto, esercizio 2025

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(Arv) Venezia, 28 luglio 2026

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato oggi, con 30 voti favorevoli e 15 contrari, il disegno di legge n. 70, di iniziativa della Giunta, relativo al rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2025, relatore per l’aula, il presidente della Prima commissione, Andrea Tomaello (Stefani Presidente), correlatore, il vicepresidente della stessa Commissione, Paolo Galeano (Partito Democratico).
Nel corso del dibattito, iniziato ieri, il relatore ha evidenziato “il rispetto dei vincoli di finanza pubblica, il fondo cassa positivo di circa 1,597 miliardi di euro, la tempestività nei pagamenti (18,01 giorni di anticipo in media rispetto ai 30 richiesti dalla legge), debito pregresso azzerato (nel 2014 superava i 2 miliardi di euro), risultato di amministrazione disponibile di poco superiore ai 180 milioni di euro, integrale compensazione del disavanzo finanziario da debito autorizzato e non contratto formatosi negli esercizi precedenti al 2015, quote accantonate per 1,355 miliardi di euro, patrimonio netto di 3,2 miliardi; per quanto riguarda il Pnrr, laddove il Veneto è coinvolto, la spesa impegnata ammonta a oltre 1,5 miliardi, mentre i pagamenti ammontano a 738 milioni”.
“Come ha sottolineato anche la Corte dei conti in sede di giudizio di parificazione, amministrare una Regione non è un lavoro meramente contabile, perché il Rendiconto ha un contenuto politico - ha affermato il correlatore, sostenuto successivamente dal capogruppo Giovanni Manildo (Pd) - e serve analizzare gli obiettivi perseguiti, il loro stato di attuazione nell’incerto contesto generale descritto da Bankitalia e le criticità su eredità olimpica e gestione della Pedemontana, in particolare al passivo di 51 milioni di euro a carico della finanza regionale (probabilmente nel 2026 serviranno altri 8 milioni di euro). Per analizzare il Rendiconto, va osservato anche il monitoraggio degli obiettivi strategici 2025 (Veneto autonomo, vincente, eccellente, attraente, sostenibile, connesso e in salute) e il sostanziale scostamento tra gli obiettivi e il monitoraggio, a partire dall’autonomia, dall’attrattività di un Veneto dal quale i giovani fuggono, o ai temi legati alla salute, a fronte di una realtà i cui numeri preoccupano: il 12% dei veneti vive sotto la soglia di povertà, la spesa out of pocket è superiore alla media nazionale, le liste d’attesa che rimangono, la carenza dei medici, la riforma delle Ipab e il ruolo di Azienda Zero, sì riequilibratore, ma a fronte di un sistema comunque fragile e nel quale permane il problema delle risorse per le liste d’attesa, con 20 milioni di euro su 42 utilizzati per l’acquisto di prestazioni presso strutture private accreditate. Il Rendiconto lascia un’eredità di incertezza su parecchie partite importanti a chi verrà dopo di noi. Serve un’operazione verità sui nodi più importanti da risolvere, uscendo dalla bolla nella quale siamo immersi e ripartire anche da alcune delle opportunità che, con questo rendiconto, si presentano per ridare prospettiva al Veneto”.
La consigliera Elena Ostanel (Alleanza Verdi e Sinistra) ha stigmatizzato “l’assenza in aula del Presidente, Alberto Stefani” e ha sottolineato “la presenza di due grandi partite che tengono in ostaggio i conti del Veneto: l’eredità olimpica e i costi della Pedemontana, temi che possono spiegare la scelta, illustrata come tecnica, di non allocare risorse disponibili per 180 milioni, rinviando la decisione a settembre, quando vi sono, tra l’altro, debiti per 150 milioni legati alle Olimpiadi: se non si troverà soluzione su queste due grandi partite, servirà mettere mano all’addizionale Irpef”; questi elementi sono stati successivamente ripresi anche dal collega e capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato, che ha denunciato inoltre “la ‘annuncite’ e l’inerzia del Presidente Stefani, in particolare a fronte di ulteriori temi che dovrebbero essere affrontati, come quelli ambientali o legati al consumo di suolo”.
Sull’eredità olimpica è intervenuta Silvia Calligaro, esponente di Fratelli d’Italia, che a tal proposito ha invitato “ad avere una visione più ampia, considerati i benefici e la ricaduta socioeconomica delle Olimpiadi, che non sono legati all'oggi o al domani, ma al futuro”.
Successivamente, la consigliera Chiara Luisetto (Pd), nel ripercorrere le criticità legate al sistema sociosanitario, successivamente riprese anche dalla consigliera Anna Maria Bigon, ha auspicato “un’operazione trasparenza su case di comunità, non autosufficienza e case di riposo: dal Rendiconto discende la necessità di una scelta politica netta, di investimenti su personale sanitario e sociale, di rendere operative le case di comunità, rafforzare la sanità pubblica e ridurre il ricorso obbligato alla spesa privata, sostenere i caregiver, costruire servizi territoriali capaci di intercettare il bisogno prima che diventi emergenza. Non possiamo accontentarci di tenere risorse ferme per potenziali buchi costruiti negli anni: un Veneto che vuole dirsi in salute deve cominciare dalle persone che aspettano, da quelle che curano e da quelle che oggi non trovano risposta”. Il collega Alessandro Del Bianco (Pd) ha ribadito che “i 5,3 miliardi di euro di spesa stimati per le Olimpiadi non possono non aver avuto ricadute positive, ma serve trasparenza su fondazione Milano-Cortina - la cui prospettiva pare essere quella di un debito da 1 miliardo di euro -, gestione delle opere olimpiche - con particolare riferimento alla pista da bob - e gestione di Simico”. Il capogruppo Nicolò Maria Rocco (Riformisti Veneti in Azione) ha aggiunto: “Mi aspetto un dibattito sugli strumenti di finanza, che siano l’addizionale Irpef o un’Irpef di scopo”, temi richiamati anche dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Flavio Baldan, che ha ribadito, tra l’altro, “la necessità di un Consiglio regionale straordinario sulla Pedemontana”. Anche il capogruppo di Resistere Veneto, Riccardo Szusmki, ha ripreso le questioni legate a “Pedemontana, sanità, ospedali - evidente la mancanza di personale, a fronte della quale il privato è solo un “tappabuchi” -, sociale, Rsa, impegnative di cura che mancano in una società nella quale aumenta la popolazione anziana”, argomenti ribaditi dal consigliere del Pd, Jonatan Montanariello, che ha sottolineato anche “la sofferenza del settore della pesca e i problemi di ordine infrastrutturale, con particolare riguardo alla Romea e, in generale, al sistema trasportistico veneto”, aspetti sui quali sono intervenuti anche i consiglieri dem Antonio Dalla Pozza e Monica Sambo, che ha sottolineato ulteriori elementi critici rispetto all’emergenza-casa.
Nel corso del dibattito, sono intervenuti anche i consiglieri regionali di Lega-LV ed ex assessori regionali, Francesco Calzavara, che ha ripercorso “le tappe legate all’azzeramento del debito, un lavoro lungo dieci anni nel corso dei quali il Veneto è rimasto l’unica regione d’Italia tax free, tenuto conto che al tentativo dell’opposizione di trasformare un documento tecnico come il Rendiconto in un documento politico, i veneti hanno, di fatto, già risposto con il proprio voto nell’autunno scorso”, Cristiano Corazzari sulla legge sul consumo di suolo, illustrando “i graduali risultati positivi conseguiti”, ed Elisa De Berti, che sulla Pedemontana ha evidenziato: “La zona più industrializzata del Veneto ha necessità di infrastrutture adeguate e la Pedemontana ha dato, in questo senso, una grossa risposta: un servizio ai veneti, non uno spreco”.
Alla ripresa dei lavori odierni, il capogruppo di Lega-LV, Riccardo Barbisan, ha dichiarato che “le affermazioni della minoranza mi hanno lasciato sconcertato e mi fanno pensare che sia utile, in futuro, ri-registrare i rapporti tra maggioranza e opposizione, considerati i numerosi emendamenti presentati dalla minoranza accolti in Defr e bilancio e la sottoscrizione da parte del Presidente, Alberto Stefani, di un progetto di legge presentato dalla minoranza: le aperture di credito all’opposizione, forse, non andrebbero più fatte. Siamo prossimi alla finanziaria del governo e della Regione: i veneti chiedono servizi, non attribuzioni di colpe”, temi in parte ripresi anche dal vicecapogruppo di Lega-LV, Filippo Rigo, cui si sono aggiunti quelli del vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, Matteo Baldan (“Dalla minoranza, critiche, senza proposte”), del capogruppo di FdI, Claudio Borgia (“Orgogliosi di ereditare il lavoro del Presidente Zaia e della sua Giunta”) e del consigliere di FdI, Enoch Soranzo, che ha ribadito gli elementi di continuità tra le due legislature, contraddistinte “da un invalicabile risultato da raggiungere: il Veneto e i veneti, che chiedono l’erogazione dei servizi necessari a diventare delle persone in gamba in un futuro”. Il consigliere regionale ed ex assessore, Roberto Marcato (Lega-LV), ha auspicato, rivolgendosi ai propri capigruppo, che “di fronte alle prese di posizione dell’opposizione, ci sia una presa di posizione altrettanto forte”, mentre il capogruppo di Forza Italia, Alberto Bozza, citando opere infrastrutturali, trasportistiche, ambientali, e le Olimpiadi, ha ripercorso “gli ultimi quindici anni di buon governo del centrodestra in Veneto, iniziato in realtà nel 1995”, così come i consiglieri Stefano Valdegamberi (Gruppo misto - Futuro Nazionale) e Sonia Brescacin (Gruppo misto), mentre il capogruppo Alessio Morosin (Lega Veneta Repubblica) ha ripreso i temi “dell’autonomia, dell’autogoverno, della sovranità federale e del residuo fiscale”. Al termine del dibattito, ribadendo “la prudenza come principio contabile”, sono intervenuti gli assessori Filippo Giancinti e Marco Zecchinato.

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