Ansa Press Release
Mercoledì 24 Giugno 2026
Comunicato Stampa: CRV - ‘Dentro i modi di dire - Da dove vengono e cosa ci dicono’ il libro di Vittorio Pampagnin
‘Dentro i modi di dire – da dove vengono e cosa ci dicono’, l’ultimo libro di Vittorio Pampagnin. Vianello (Lega-LV): “Viaggio nella memoria collettiva del nostro territorio, che ci aiuta a comprendere il linguaggio popolare fatto di fatica, ironia e saggezza, tramandato ai giovani dalle generazioni che ci hanno preceduto”
(Arv) Venezia, 24 giugno 2026
Un viaggio affascinante tra parole, tradizioni e memoria collettiva, alla scoperta delle origini di quelle espressioni che da secoli accompagnano il nostro modo di parlare. Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, il consigliere regionale Roberta Vianello (Lega-LV) ha presentato, assieme all’autore, il libro di Vittorio Pampagnin “Dentro i modi di dire – da dove vengono e cosa ci dicono”, un volume che ripercorre la storia e il significato di numerosi modi di dire della lingua italiana, e in particolare del dialetto veneto, offrendo al lettore uno sguardo originale sul patrimonio culturale e linguistico del nostro territorio. Il libro rappresenta il proseguimento di un precedente lavoro, “200 e più modi di dire dei nostri veci”, scritto a quattro mani con l’avvocato Ivone Cacciavillani, dedicato alle espressioni della tradizione popolare, che approfondisce l'origine di formule linguistiche che ancora oggi fanno parte del nostro linguaggio quotidiano.
Il consigliere regionale Roberta Vianello, dopo aver portato i saluti del Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, ha sottolineato che “il volume di Vittorio Pampagnin dà vita a un progetto che non si riduce soltanto a una raccolta di modi di dire, ma rappresenta un autentico viaggio nella memoria collettiva del nostro territorio, che ci aiuta a comprendere il linguaggio popolare fatto di fatica, ironia e saggezza, tramandato ai giovani dalle generazioni che ci hanno preceduto. Ogni pagina custodisce una piccola testimonianza di vita vissuta e contribuisce a preservare un patrimonio culturale che rischierebbe altrimenti di andare disperso. Vittorio Pampagnin è stato una figura importante del mondo calzaturiero e ha ricoperto per tre mandati il ruolo di sindaco di Fiesso d’Artico. Da sempre profondamente legato al territorio, ha coltivato con passione gli studi storici, pubblicando numerosi libri e ricerche dedicati alla Riviera del Brenta e alle sue vicende. Importante anche il sodalizio culturale sviluppato con l’avvocato e studioso della storia veneta, il compianto Ivone Cacciavillani, con il quale ha condiviso anni di ricerca e approfondimento, contribuendo a mantenere viva la memoria della nostra comunità. Questo libro rappresenta inoltre uno strumento prezioso per le nuove generazioni. I proventi derivanti dalla sua vendita saranno infatti destinati a sostenere un concorso rivolto alle scuole, con l’obiettivo di coinvolgere i giovani nella raccolta e nella valorizzazione delle tradizioni locali. Le istituzioni, come il Consiglio regionale del Veneto, hanno il dovere di custodire la memoria e le tradizioni del territorio, che costituiscono un patrimonio immateriale di straordinario valore, da tutelare, conservare e valorizzare per il futuro.”
Vittorio Pampagnin ha raccontato l’origine di molti proverbi e ha spiegato che “il libro è nato da un’idea dell’avvocato Ivone Cacciavillani: abbiamo instaurato una proficua collaborazione. Ci siamo divertiti a raccogliere tanti modi di dire, proverbi, ormai scomparsi e che i giovani neppure conoscevano. I proverbi credo siano la sintesi di un ragionamento, frutto dell’arguzia contadina, ma vanno usati nel modo corretto, non a sproposito. Dietro ai modi di dire, che hanno molteplici paternità, c’è tutto un mondo da scoprire. Ed è così bello parlare la lingua veneta…”
“Abbiamo deciso di destinare il ricavato dalla vendita della pubblicazione istituendo il Premio/Concorso ‘Fondo per la scuola Cacciavillani-Di Gennaro’, una iniziativa culturale e letteraria della Riviera del Brenta, dedicata agli studenti delle scuole secondarie di Primo grado – ha aggiunto l’autore – Vogliamo che i giovani raccolgano la testimonianza di un patrimonio inestimabile di cultura e di tradizioni locali.”
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