Ansa Press Release
Martedì 14 Luglio 2026
Comunicato Stampa: Cunegato (AVS): “Troppe morti sul lavoro in Italia e in Veneto"
(Arv) Venezia, 14 luglio 2026
Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, il Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, Carlo Cunegato, ha chiesto che venga “subito predisposta una legge sugli appalti, alla luce delle tante, troppe morti sul lavoro che si sono registrate in Italia e in Veneto negli ultimi anni. Mentre la Destra è impegnata oggi nelle nomine, noi abbiamo organizzato questa conferenza stampa per sostenere la raccolta firme in appoggio alla proposta di legge di iniziativa popolare della CGIL, che vuole intervenire proprio sul sistema degli appalti per cercare di frenare la drammatica escalation delle morti bianche e dei gravi infortuni che si stanno registrando nei luoghi di lavoro.”
Sono intervenuti anche: Monica Michielin, mamma di Mattia Battistetti, morto in un cantiere edile a 23 anni nel 2021; Sara Pasqualin, Segretaria generale della Camera del Lavoro di Treviso; Giampaolo Zanni, responsabile della Cgil del Veneto per la proposta di legge di iniziativa popolare in materia di appalti.
Per Carlo Cunegato “siamo di fronte a una vera e propria tragedia. Mattia, un ragazzo solare, nell’aprile 2021 è uscito di casa, e non è più tornato: un dramma che non dovrebbe più ripetersi. Monica, la mamma di Mattia, è diventata un simbolo di questa battaglia che riguarda tutti noi: ha saputo trasformare una tragedia privata in un impegno collettivo. Credo che nella nostra Regione ci sia una visione distorta in ordine all’insicurezza, un termine, questo, quasi sempre collegato alle minacce rappresentate dagli immigrati; il modo con cui la Destra crea il proprio patrimonio di consensi. Ma ricordo che in Italia, nel 1991, ci furono 1600 omicidi, quando ancora non c’erano gli immigrati. Nel 2025, invece, si sono registrati 286 omicidi, a fronte di ben 1093 morti sul lavoro e, quasi il 70% di queste morti bianche, è avvenuto all’interno di una impresa in appalto. Senza dimenticare i 600 mila infortuni: quasi una guerra. E, in Veneto, nel 2025, ci sono state ben 111 morti di lavoratori. Da una parte, dobbiamo ricostruire il sistema della medicina del lavoro, che è in crisi, dall’altra, siamo chiamati a intervenire sul sistema degli appalti. Appoggiamo quindi con grande determinazione la proposta di legge di iniziativa popolare della CGIL: il committente deve avere delle responsabilità precise, non possiamo creare profitto sui salari dei lavoratori e sulla loro sicurezza.”
La consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Elena Ostanel, nel suo intervento, ha chiesto alla Maggioranza di cosa abbia paura, “forse di andare
contro a chi detiene il potere all’interno di un’azienda? La Maggioranza non riesce a capire che la qualità del lavoro è strettamente connessa alla sicurezza: è su questo che si deve intervenire. E la sicurezza dei lavoratori è un tema di dignità e deve essere in capo a chi ha la responsabilità di una azienda. Si deve vietare, a livello nazionale e regionale, il subappalto, almeno all’interno dei campi di lavoro più a rischio. È doveroso individuare i responsabili di tutte queste morti che avvengono nei luoghi di lavoro. Ripeto: la sicurezza sul lavoro è una questione di dignità che dobbiamo portare in Aula consiliare. E servono più fondi per implementare l’organico dei tecnici dello SPISAL, anche ricorrendo a equipe multidisciplinari per effettuare i controlli necessari. Serve investire nella prevenzione, dotandoci di un quadro normativo adeguato. Chiediamo che su questo fronte vengano finalmente compiuti passi in avanti che, negli ultimi sei anni, francamente non abbiamo visto.”
Monica Michielin, mamma di Mattia, ha ricordato il figlio: “Aveva 23 anni, era un ragazzo solare, aperto, amava la vita ed era volontario della Croce Bianca. Aveva preferito andare a lavorare, interrompendo gli studi. Il 29 aprile 2021 la tragedia: un carico si è sganciato da una gru colpendolo alle spalle e uccidendolo sul colpo. Da quel momento, la vita della mia famiglia è cambiata per sempre. È iniziato un lungo processo penale: cinque anni, 23 udienze, approdate a una sentenza di assoluzione, perché il fatto non sussiste, dei titolari dell’azienda. Aspetteremo le motivazioni ma andremo in Appello perché vogliamo verità e giustizia per nostro figlio. Abbiamo bisogno di capire perché Mattia non è più con noi, di chi sono le colpe della sua morte prematura. Non si può parlare di fatalità.”
“Il nostro Osservatorio monitora costantemente i dati: continuano ad esserci numeri troppo elevati, sia in termini di morti, sia in termini di denunce sul lavoro. Non dobbiamo aver paura di denunciare perché rischiamo di perdere il nostro impiego. È una questione di cultura del lavoro che cerchiamo di portare avanti. Il rispetto e la centralità della persona devono essere prioritari e, su questo aspetto, non ci dovrebbero essere colori politici - ha sottolineato Sara Pasqualin, Segretaria generale della Camera del Lavoro di Treviso – Serve indagare sulle modalità degli infortuni, che hanno numeri molto elevati soprattutto nel manifatturiero e nell’edilizia. Dobbiamo attenzionare maggiormente la sicurezza dei macchinari.”
Giampaolo Zanni, responsabile della Cgil del Veneto, ha illustrato le due proposte di legge di iniziativa popolare che la CIGL ha lanciato. “La prima – ha spiegato – ha l’obiettivo di rafforzare il sistema sanitario nazionale e valorizzare il personale impiegato, affinché sia garantita la salute dei cittadini. La seconda, riguarda il sistema degli appalti, per garantire maggiori tutele economiche e normative ai lavoratori, più salute e sicurezza. Ricordo che il settore degli appalti è molto cresciuto, praticamente triplicato negli ultimi venti anni: nel 2025, siamo arrivati a 3,1 milioni di lavoratori. Il 67% delle morti e degli infortuni gravi, oltre i tre giorni di prognosi, colpisce le lavoratrici e i lavoratori in appalto, a causa della frammentazione delle catene di responsabilità, di un coordinamento insufficiente e di una responsabilità diluita dei datori di lavoro, senza dimenticare la fittizia interposizione di manodopera, ovvero, gli appalti illeciti.”
Zanni ha quindi illustrato i sette obiettivi della proposta di legge di iniziativa popolare della CGIL.
“Chi lavora in appalto deve godere dello stesso salario e degli stessi diritti dei dipendenti del committente; maggiori tutele ai lavoratori autonomi, senza sfruttamento delle partite IVA; più responsabilità su salute e sicurezza dei lavoratori in capo ai committenti privati; più responsabilità dei committenti privati e pubblici i quali, in caso di illeciti, dovranno essere chiamati a rispondere in solido su salari e diritti; di fronte a un appalto dichiarato illecito, chiediamo che in automatico il committente debba assumere a tempo indeterminato nella propria azienda il lavoratore; limiti alla catena degli appalti: almeno nei settori in cui è più facile l’infiltrazione mafiosa, chiediamo una norma che vieti il subappalto; diritti di informazione e di consultazione dei lavoratori: l’azienda committente deve essere chiara e trasparente sulle attività che intende appaltare.”
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