Ansa Press Release
Venerdì 02 Ottobre 2026
Comunicato Stampa: ‘Esiste davvero la Lingua Veneta?’
(Arv) Venezia, 2 ottobre 2026
Oggi, nella sala stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, i consiglieri regionali Monica Sambo e Alessandro Del Bianco (Partito Democratico), rispettivamente Vicepresidente e componente della commissione consiliare Cultura, sono intervenuti sul tema ‘Esiste davvero la Lingua Veneta?’, assieme al professor Lorenzo Tomasin, Ordinario di Filologia romanza all’Università di Losanna, direttore del vocabolario Storico-etimologico del Veneziano e autore del libro ‘Storia linguistica di Venezia’, Carocci Editore, 2010.
La consigliera regionale Monica Sambo, dopo aver ricordato che “sono state presentate in commissione due proposte di legge sulla Lingua Veneta, primi firmatari Davide Lovat (Resistere Veneto) e Riccardo Barbisan (Lega-LV)”, ha spiegato la posizione del PD sul tema. “Con la proposta di legge a prima firma Del Bianco, abbiamo provato a inserire un principio in cui crediamo fortemente: la nostra Regione non ha una sola Lingua, ma possiede un patrimonio linguistico, culturale e letterario, tramandato di generazione in generazione, che va salvaguardato.”
Monica Sambo ha poi introdotto una riflessione politica: “In genere, tra progetti di legge affini, si procede al loro abbinamento in commissione per arrivare a un testo unico da portare in Aula consiliare, un testo che rappresenti la sintesi delle diverse posizioni. In questo caso, tuttavia, è stato negato l’abbinamento con la nostra proposta di legge. Ecco perché presenteremo emendamenti a quella che verrà portata in Consiglio regionale. Chi governa il Veneto continua a dirsi autonomista, ma ancora una volta si dimostra centralista, non volendo riconoscere il grande patrimonio delle lingue venete presenti nei nostri territori.”
Il consigliere regionale Alessandro Del Bianco ha chiarito che “sul tema, abbiamo voluto costruire un percorso serio e solido, basato su dati scientifici. Avanzeremo alcune proposte per tutelare in modo concreto il patrimonio linguistico veneto, salvaguardando le diverse identità. Riteniamo che la Regione del Veneto debba investire risorse per tutelare questo importante patrimonio, istituendo corsi universitari stabili presso le Università del Veneto, con docenti e ricercatori qualificati; proporremo inoltre che, ai Tavoli scientifici costruiti su questa tematica, partecipino le Università del Veneto. Vogliamo infatti rafforzare molto il rapporto tra Università e Regione proprio sulla tutela delle lingue venete. E riteniamo anche necessario potenziare l’Archivio Sonoro delle Lingue Venete.”
“Vogliamo pensare a un sistema che riesca davvero a coltivare le diversità, anche sotto l’aspetto linguistico. Tutelare le lingue venete significa studiarle, documentarle, trasmetterle e investire risorse perché esse continuino a vivere, mantenendo intatta l’identità. Meno proclami e più strumenti concreti”, ha concluso Alessandro Del Bianco.
“Lingua Veneta? Possiamo anche fare una legge su Babbo Natale, ma comunque Babbo Natale non esiste. Esistono invece le lingue venete, un variegato patrimonio linguistico – ha chiarito il professor Lorenzo Tomasin - Per noi linguisti tutti i dialetti sono lingue, con storie e presenti peculiari. Si va dal Padovano urbano al Padovano rustico e al Vicentino, dal Bellunese al Ladino Veneto di Agordo, dal Veronese al Trevisano della destra Piave, diverso da quello della sinistra Piave, dal Trentino centrale al Noneso, dal Veneziano al Chioggiotto. Insomma, dobbiamo preservare questo ricco patrimonio linguistico. Ma lo dobbiamo fare in modo concreto, iniziando dall’istituzione dell’insegnamento di Linguistica Veneta.”
La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO
© RIPRODUZIONE RISERVATA