Ansa Press Release
Lunedì 05 Ottobre 2026
Comunicato Stampa: Experian: il 46% degli operatori bancari vuole misurare il sovraindebitamento
A meno di due mesi dalla scadenza operativa della CCD2, prevista per il 20 novembre 2026, quasi la metà degli operatori del credito italiani sta già pianificando strumenti per comprendere se un consumatore sta accumulando troppo debito rispetto alle sue reali capacità di rimborso, e per cogliere i primi segnali di difficoltà finanziaria prima che si tramutino in rate non pagate. È il dato più rilevante della survey Experian sulla preparazione degli operatori italiani alla CCD2, che ha raccolto risposte rappresentative dell’80% del mercato nazionale del credito.
I risultati mostrano un settore che sta cambiando approccio: non più solo verificare al momento della richiesta se un consumatore può ottenere credito, ma monitorarne nel tempo la capacità di sostenerlo. Il 46% degli operatori intende introdurre uno strumento che misuri il sovraindebitamento, mentre il 41% punta su sistemi in grado di rilevare i primi segnali di difficoltà finanziaria prima che si tramutino in insolvenze.
Reddito verificabile e sostenibilità del credito: le aree prioritarie per gli operatori
Il criterio più diffuso per valutare se un consumatore può sostenere un prestito rimane il rapporto tra rata mensile e reddito, utilizzato dal 73% degli operatori. Il 59% considera anche gli impegni creditizi già in essere e le eventuali rate scadute, mentre il 57% tiene conto di reddito, spese ricorrenti e liquidità disponibile.
Con questi strumenti è possibile scattare una fotografia valida al momento della richiesta. Meno sviluppata è la capacità di seguire l’evoluzione della situazione finanziaria nel tempo: solo il 30% utilizza già uno strumento dedicato a rilevare l’accumulo eccessivo di debito, e il 22% simula scenari per valutare come cambierebbe la sostenibilità del prestito in caso di aumento dei tassi, dell’inflazione o delle spese familiari.
Sono esattamente questi gli strumenti che la maggioranza degli operatori indica come priorità di investimento, segnale che il mercato non sta solo rispondendo alla normativa, ma sta ripensando il proprio modello di valutazione del credito.
Giulio Mariani, Data & AI Manager di Experian Italia , ha dichiarato: “Quasi la metà degli operatori che abbiamo intervistato vuole strumenti per capire se un consumatore sta accumulando troppo debito rispetto alle sue reali capacità di rimborso: non è solo una risposta alla CCD2, è un cambio di prospettiva. Il mercato si sta spostando da una valutazione che risponde alla domanda ‘questo consumatore può ottenere credito oggi?’ a una che si chiede ‘potrà sostenerlo nel tempo?’. È la direzione giusta, e il nostro impegno è accompagnare questo percorso con strumenti di analisi e monitoraggio che rendano questa visione concreta per tutti gli operatori.”
I programmi sono avviati: la sfida ora è tradurli in piani strutturati
Questa domanda di strumenti più evoluti emerge in un mercato che ha già lavorato a lungo sulla CCD2: il 73% degli operatori è attivo sul tema da almeno sei mesi. Eppure, meno di uno su quattro (24%) dispone di un piano attuativo con budget approvato e scadenze definite fino al completamento.
La CCD2 non richiede solo nuovi strumenti tecnologici, ma una trasformazione dei processi interni: dalla raccolta di evidenze reddituali verificabili alla documentazione delle decisioni di credito, fino alla gestione della relazione con il consumatore dopo l’erogazione. La verifica del reddito rappresenta una delle principali priorità operative per il settore. Gli operatori stanno integrando metodologie diverse — dai modelli di stima reddituale all'analisi documentale, fino all’impiego dei dati transazionali dell’Open Banking — secondo criteri di proporzionalità rispetto all'importo erogato e nel rispetto degli obblighi di tracciabilità stabiliti dalla normativa.
Coerentemente con questa lettura, gli operatori stanno lavorando ad adeguare la gestione della documentazione e dei flussi di lavoro (59%), seguita dalla verifica del reddito del cliente (51%), dalla formazione del personale e dalla gestione del cambiamento organizzativo (49%) e dal supporto legale e di compliance (46%).
AI e scoring: automazione sì, ma spiegabile e riesaminabile
L’automazione delle decisioni di credito è già una realtà per la maggioranza degli operatori: il 43% dichiara di automatizzare più della metà delle proprie valutazioni, producendo esiti spiegabili e verificabili. Il 22% automatizza fino alla metà dei casi, mentre il 30% si avvale di modelli predittivi ma mantiene un passaggio di approvazione umana finale. In ottica CCD2, il punto non è solo automatizzare di più, ma rendere i modelli di scoring comprensibili e tracciabili, con evidenze disponibili in caso di richiesta di riesame manuale e controllo.
L’Intelligenza Artificiale Generativa è invece a uno stadio precedente di adozione: il 57% degli operatori sta lavorando per introdurla nei propri processi, il 22% ne fa già un utilizzo mirato su applicazioni specifiche, l’8% non la utilizza e il 14% è ancora in fase di valutazione.
BNPL: la crescita accelera, la regolamentazione avanza
La CCD2 renderà le regole del gioco più uniformi: anche la maggior parte delle transazioni BNPL rientrerà nel perimetro del credito al consumo. Per gli operatori, ciò implica avere la capacità di integrare i pagamenti dilazionati nella visione complessiva dell’indebitamento del consumatore.
La survey rivela che il 14% degli operatori italiani offre già direttamente il Buy Now Pay Later, il 16% lo fa attraverso partner o merchant e il 5% è in fase di sperimentazione. Il 22% monitora il mercato senza ancora offrire il prodotto, mentre il 30% non lo ha in programma.
I dati dell’Osservatorio sul Credito di Experian di agosto 2026 confermano la crescita strutturale del BNPL in Italia: le richieste sono aumentate del +22,2% rispetto allo stesso mese del 2025. Millennial e Gen Z insieme rappresentano quasi il 68% dei richiedenti, con la Gen Z che cresce del +33,6% su base annua, segnale di un accesso sempre più ampio a questo strumento di pagamento, con tutto ciò che questo implica in termini di corretta valutazione della sostenibilità del debito.
Metodologia
La survey CCD2 di Experian ha raccolto 49 risposte da operatori del mercato del credito in Italia, rappresentativi dell’80% del mercato del credito al consumo. I partecipanti includono banche tradizionali e digitali, finanziarie specializzate (inclusi operatori del settore automotive), fintech, operatori BNPL e fornitori di servizi di pagamento. I rispondenti rappresentano funzioni aziendali diverse: Risk/Credit, Underwriting, Product/Business, IT/Digital, Data/Innovation e senior management. I risultati sono aggregati e anonimizzati.
La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di Experian Italia Spa
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