Ansa Press Release
Martedì 15 Settembre 2026
Comunicato Stampa: Legge su applicazione misure pianificazione qualità dell'aria e limitazioni circolazione stradale
(Arv) Venezia, 15 settembre 2026
Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato oggi, con 32 voti favorevoli, 2 contrari e 11 astenuti, il disegno di legge n. 109, di iniziativa della Giunta, rubricato “Misure compensative e temporanee in applicazione dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2023, n. 121 'Misure urgenti di pianificazione della qualità dell'aria e limitazioni della circolazione stradale' convertito, con modificazioni, dalla legge 6 novembre 2023, n. 155”, relatore per l’aula, il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, Matteo Baldan, correlatore, il vicecapogruppo del Partito Democratico, Antonio Marco Dalla Pozza.
Tra le misure illustrate nel corso della relazione, il rinvio dell’applicazione della limitazione della circolazione al 1’ ottobre 2027 subordinatamente all’adozione di misure compensative idonee a raggiungere livelli di riduzione delle emissioni inquinanti coerenti con i vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea, in considerazione dell’impatto socioeconomico generato sulla cittadinanza e sulle imprese dalla limitazione alla circolazione dei veicoli Euro 5 diesel, ed al fine di contemperare l’esigenza di tutela della salute pubblica con la sostenibilità socioeconomica dei cittadini e delle imprese, riproponendo gli elementi introdotti dal decreto-legge 73/2025 convertito dalla legge 105/2025.
“Prendiamo atto - ha affermato il correlatore - che questa proposta è coerente con la situazione economica contingente; riteniamo che le insufficienze della politica - tenuto conto anche delle procedure di infrazione a livello europeo - non possano scaricarsi sulla popolazione con blocchi del traffico o misure sostanzialmente punitive: non voteremo contro al provvedimento, ma non può essere questa la soluzione. In realtà, ciò che manca, ad esempio, sono le risorse del trasporto pubblico locale, circa 800 milioni di euro che servono in particolare al bacino padano, dove il tema della salute legata all’inquinamento ha un particolare effetto a livello di patologie croniche, respiratorie, ma non solo. Il rinvio attuale è la prova provata che anche la norma del 2025 aveva lo scopo di spostare più in là la soluzione del problema, e così la vicenda si ripete”.
“Quando si arriva all’ultimo momento a legiferare - ha puntualizzato Flavio Baldan (Movimento 5 Stelle) - si trovano spesso soluzioni efficaci dal punto di visto comunicativo, ma non quelle di cui il cittadino ha bisogno”. “Siamo di fronte a un esproprio proletario in giacca e cravatta da parte dell’Unione Europea, un processo di inquisizione green che mette al rogo il lavoro, il sacrificio e il buonsenso di milioni di veneti: fermare gli Euro 5 - ha affermato Rosanna Conte (Lega-LV) - significa fermare lavoratori e imprenditori. Non siamo sudditi dinanzi ai diktat dell’Unione Europea, costringendoci ad acquistare l’elettrico cinese, un suicidio industriale. L’Europa potrà multarci, ma non ci avrà mai come vorrà”. “La transizione energetica la deve fare lo Stato, non va pagata dal povero - ha sottolineato Carlo Cunegato (Alleanza Verdi e Sinistra) - perché la transizione energetica deve andare di pari passo con la transizione sociale, e questo aspetto manca a livello veneto e nazionale”. “La proposta legislativa costituisce un atto di giustizia sociale per 300mila veneti che non possono permettersi l’auto nuova - ha ricordato Filippo Rigo (Lega-LV) - perché non possiamo permettere che i blocchi delle auto diesel Euro 5 costringano un idraulico, un lavoratore, un muratore, un pendolare a indebitarsi o a perdere il lavoro perché non sa come andare a lavorare”. “Il disegno di legge prevede misure compensative obbligatorie e facoltative che dovrebbero essere incentivate e rese obbligatorie - così Elena Ostanel di Alleanza Verdi e Sinistra - ma per farlo serve la politica. Abbiamo sentito anche il Presidente Stefani dire: Risolveremo tutto con l’incentivazione dello Smart-working. È stato convocato un tavolo con le parti sociali e quelle datoriali che faciliti l’accesso allo smart working in questa Regione e che dia incentivi veri per favorire il trasporto pubblico e il “bike to work”?”. “Questo rinvio non è un passo indietro sulla tutela della salute pubblica - ha sottolineato Alessia Bevilacqua (Lega-LV) - né un cedimento rispetto agli impegni ambientali: il rinvio permette di evitare un blocco che rischierebbe di paralizzare migliaia di mezzi commerciali e autovetture, concedendo tempo a cittadini e imprese per pianificare il rinnovo dei veicoli, senza che questo si traduca in un impoverimento forzato”. “La transizione ecologica è un obiettivo strategico imprescindibile - ha ricordato Sonia Brescacin (Gruppo misto) - ma per essere efficace non può tradursi in una sequenza di divieti e sanzioni: una riconversione strutturale richiede tempi lunghi, legati ai cicli di ammortamento economico e all’evoluzione delle tecnologie industriali. “Voglio esprimere la mia personale soddisfazione rispetto a questa iniziativa - ha aggiunto Cristiano Corazzari (Lega-LV) - perché rimette al centro del dibattito il buon senso: non possiamo accettare una transizione dirigista, la compatibilità ambientale deve andare di pari passo con la compatibilità economica e sociale”. Al termine della discussione generale - alla quale hanno dato il proprio contribuito anche il consigliere del Pd Paolo Galeano (“Se le condizioni del cambiamento climatico si confermano nei prossimi anni, è urgente intraprendere il percorso di costruzione di una proposta che ci tiri fuori da questa condizione”) e i capigruppo Claudio Borgia di Fratelli d’Italia (“Ecologia e ambiente sono temi centrali e delicati, ma dobbiamo pensare prima di tutto al bene dei nostri cittadini”), Alberto Bozza di Forza Italia (“Questo è un segnale di cambiamento verso un green che coniuga sostenibilità ambientale e realismo”), Alessio Morosin di Liga Veneta Repubblica (“Sono altri e più gravi i fattori di rischio e di incidenza sulla qualità della vita, dell’ambiente, dell’aria nel nostro territorio: questo provvedimento è opportuno, condiviso, necessario, saggio”) e Riccardo Szumski di Resistere Veneto (“Questa misura che viene proposta e che sarà adottata oggi sarà il minimo sindacale per tutelare i cittadini”) - è intervenuto anche l’assessore regionale Elisa Venturini, ricordando i motivi, già richiamati nel corso dell’illustrazione del provvedimento, che hanno portato alla scelta contenute nella proposta legislativa.
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