Ansa Press Release
Giovedì 11 Giugno 2026
Comunicato Stampa: Szumski (Resistere Veneto): "Qualità dell’assistenza e sicurezza delle cure"
(Arv) Venezia, 11 giugno 2026
Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, il consigliere regionale Riccardo Szumski (Resistere Veneto) è intervenuto sul tema: ‘Qualità dell’assistenza e sicurezza delle cure: perché diciamo NO all’applicazione dell’art. 15 del DL 35/2023’.
L’articolo 15 del D.L. 35/2023, confluito nel D.L. 34/2023, convertito nella legge 56/2023, riguarda le qualifiche professionali sanitarie conseguite all'estero. La norma è stata introdotta per fronteggiare la carenza di personale sanitario e consente, in via temporanea, l'esercizio dell'attività lavorativa in Italia a professionisti sanitari e sociosanitari con titolo conseguito all'estero, anche in deroga alle ordinarie procedure di riconoscimento delle qualifiche professionali.
“Oggi denunciamo una situazione che ci preoccupa molto, come consiglieri regionali e, soprattutto, come medici, che riguarda la qualità dell’assistenza e la sicurezza delle cure – ha spiegato il consigliere regionale Riccardo Szumski, componente della commissione consiliare Sanità - È giusto chiedersi chi opera all’interno del nostro servizio sanitario e con quali competenze. Abbiamo carenza di medici di famiglia, non li formiamo in modo adeguato, e stiamo improvvisando soluzioni che non forniscono garanzie adeguate alla salute dei cittadini. Mi sorprende che si faccia finta di niente e che non ci vengano forniti dati certi e risposte alle nostre domande: così ci risulta difficile informare i cittadini, come è peraltro dovere di un consigliere regionale. Chiediamo più trasparenza. La sanità non può essere misurata solamente in termini numerici ma conta molto anche la qualità dell’assistenza e il giusto approccio verso le esigenze dei pazienti. Anche perché i professionisti sanitari e sociosanitari con titolo conseguito all'estero, che inizialmente dovevano semplicemente rispondere a una emergenza temporanea, sono stati inseriti per lo più in strutture molto delicate, come i Pronto soccorso e, anche per difficoltà linguistiche, fanno fatica ad approcciarsi ai pazienti. Continueremo la nostra battaglia per far emergere i numeri reali, ascoltando i cittadini e cercando di cambiare questa politica sanitaria che non ci convince. Vogliamo più qualità per la nostra sanità e, per questo, chiediamo che i professionisti sanitari vengano pagati di più e messi nelle migliori condizioni per esercitare il proprio lavoro.”
Il dott. Dario Giacomini, Presidente dell’associazione ‘ContiamoCi!’ e del sindacato ‘DiCoSi ContiamoCi!’, ha denunciato “una scelta, che noi riteniamo sbagliata, prevista dall’articolo 15 del D.L. 35/2023, giustificata all’inizio dall’emergenza, che consente, in via temporanea, l'esercizio dell'attività lavorativa in Italia a professionisti sanitari e sociosanitari con titolo conseguito all'estero, anche in deroga alle ordinarie procedure di riconoscimento delle qualifiche professionali. Una deroga del 2023, ma che è stata prorogata fino al 2029, diventando così una vera e propria scelta politica che vuole gestire la crisi con metodi emergenziali: questo non va bene. Non è questione di Paese di provenienza dei medici, ma di ottenere garanzie sufficienti a offrire ai cittadini la qualità dell’assistenza e la sicurezza delle cure. Non vogliamo costruire su deroghe la sanità del futuro. Mancano medici, infermieri e altre figure sanitarie importanti perché ai professionisti del settore si chiede sempre di più ma si dà sempre meno, costringendoli peraltro a turni massacranti. Questo porta alla fuga dei nostri medici. Invece di rendere attrattivo il lavoro nella sanità pubblica, si cercano soluzioni provvisorie e non strutturali. Vogliamo regole, standard e tutele uguali per tutti. Senza sottovalutare la questione linguistica: non comunicare bene, per un professionista sanitario, incide sull’efficacia delle prestazioni sanitarie rese ai cittadini.”
“Chiediamo trasparenza totale, a iniziare dal numero di professionisti sanitari che sono stati autorizzati in deroga, garanzie vere e, soprattutto, un piano straordinario per il personale sanitario, che preveda in primis aumenti salariali, più assunzioni, migliori condizioni di lavoro. Dobbiamo investire di più sui professionisti sanitari e sulla qualità delle cure. Il diritto alla salute non deve essere sacrificato da logiche puramente di budget.”, ha concluso il dott. Giacomini.
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