Farmaci innovativi anticancro
bloccati dalla burocrazia

Vibrante denuncia degli oncologi i quali lamentano che, per una questione burocratica, il 70% dei malati è escluso dalla distribuzione di farmaci innovativi in materia di lotta ai tumori. Così i medici chiedono che la "correzione" si inserita nel decreto "milleproroghe" di fine anno

ROMA - Con una sintesi dura ma realistica si potrebbe dire che un piccolo inciampo burocratico gioca con la vita di migliaia di persone. Ma il problema è reale tanto che oncologi e malati denunciano ritardi di anni in alcune regioni sul fronte dei farmaci innovativi anti cancro, e dal XII Congresso nazionale degli oncologi è arrivata una proposta congiunta con le associazioni dei malati: "Inserire subito un correttivo nel 1000 proroghe".
Questo chiedono l`Associazione italiana di oncologica medica, Aiom, e Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in oncologia, Favo, sottolineando che basta un semplice emendamento per far sì che i farmaci innovativi antitumorali vengano garantiti immediatamente a tutti i pazienti italiani.
Con una norma inserita nel "mille proroghe" - spiegano Aiom e Favo - è possibile prevedere che, una volta approvati dall`Agenzia italiana del farmaco, vengano resi subito disponibili in tutto il Paese, senza ulteriori passaggi dalle regioni. E senza costi aggiuntivi per il servizio sanitario nazionale.
"I tempi della sanità non coincidono con le esigenze dei pazienti: le inutili procedure burocratiche ritardano anche di anni l`accesso a farmaci oncologici innovativi in alcune parti d`Italia", afferma il professor Francesco De Lorenzo, presidente Favo, sottolineando che attualmente la disponibilità automatica è garantita solo per il 30% dei malati. Una situazione non più accettabile".

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