Anziano di Morbegno raggirato da falsi carabinieri: persi i risparmi di una vita

Un pensionato di 65 anni è stato ingannato da sedicenti militari che, con una scusa, lo hanno convinto a trasferire i suoi averi su un altro conto. L’uomo ha perso 50mila euro.

Morbegno

Non accenna minimamente ad arrestarsi l’avvilente fenomeno delle truffe rivolte agli anziani. Un cittadino morbegnese 65enne si è ritrovato con il conto corrente prosciugato a seguito di una sofisticata truffa ad opera di veri professionisti di questo sporco lavoro. Attraverso un sistema che non ha fatto dubitare in alcun modo la vittima, i malfattori, nella giornata di martedì, hanno messo a segno un colpo da 50.000 euro. I truffatori hanno contattato telefonicamente lo sfortunato cittadino fingendosi appartenenti al Comando dei Carabinieri di Morbegno e informandolo che sul suo conto era in atto un tentativo di frode e, pertanto, era necessario spostare i soldi dal proprio conto corrente ad un altro conto corrente per evitare che la truffa venisse portata a termine.

Il malvivente, che si è spacciato per un maresciallo, dando anche le proprie generalità, ha sollecitato il cittadino a eseguire immediatamente le istruzioni date per evitare che il tentativo di frode andasse in porto. Lo stratagemma messo in atto dal malfattore ha tratto in inganno l’ignaro cittadino, che ha seguito alla lettera le indicazioni del truffatore, cadendo così nella trappola. I soldi, invece di essere messi in salvo, sono finiti nelle disponibilità di quest’ultimo. «Un presunto maresciallo, Leonardo Grande, mi ha chiamato con il numero dei Carabinieri di Morbegno comunicandomi che dal mio conto risultavano dei bonifici alti che loro avevano tentato di bloccare – ha testimoniato la vittima, un pensionato di 65 anni –. Per fermare le operazioni era però necessario versare i soldi dall’attuale conto il più velocemente possibile in un altro conto aperto dagli stessi Carabinieri a nome mio. Mi hanno detto quindi di recarmi in banca e di inviare il bonifico senza però rivelare la vera motivazione di questo trasferimento di soldi, spiegando che era per avere interessi».

L’operazione è andata così a buon fine facendo cadere nel tranello l’ignaro cittadino: «Successivamente il presunto maresciallo mi ha tenuto al telefono un paio d’ore dandomi ulteriori spiegazioni per poi promettermi di farsi risentire, ma da quel momento le sue tracce sono sparite. Ho richiamato quel numero, che effettivamente si collega alla Caserma dei Carabinieri di Morbegno e ho scoperto che questo maresciallo in realtà non esisteva». A Morbegno, ma in generale un po’ dappertutto, l’allarme truffe era scattato da tempo. Ora, però, i truffatori si evolvono anche nelle modalità e nelle strategie di inganno: «Queste truffe vengono eseguite da malfattori che riescono a usare il numero di varie Stazioni di Polizia – ha proseguito il cittadino morbegnese –. Altri riescono a clonare i numeri delle banche. Siamo di fronte a persone molto esperte di informatica».

La figlia della vittima ha dichiarato: «Mio padre non è uno sprovveduto, queste persone agiscono proprio sul lato emotivo e della tempestività. I Carabinieri, la banca e anche il sindaco ci hanno detto che ultimamente a Morbegno episodi di questo tipo sono notevolmente aumentati. Usano tanti canali, molti si spacciano anche come investitori delle banche. Mio papà non è il primo e non sarà l’ultima vittima di questo fenomeno, però penso che se si diffonde un po’ di più la notizia magari si riesce a stare più attenti. Noi siamo vittime di questo sistema. So che accade anche a persone più giovani e strumentate, che ci sono cascate per quanto siano bravi i truffatori nel loro “lavoro”». Simone Belletti

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