Cataeggio, cinque sfollati rientrano a casa: lunedì nuovi sopralluoghi

Dopo l’ultimo controllo dei tecnici, autorizzato il rientro per cinque residenti nelle abitazioni di via Marconi e via ai Murun. Restano ancora 40 persone fuori casa, mentre lunedì sarà valutato il rientro di altri sfollati

Lettura 1 min.

Val Masino

Cinque persone hanno potuto fare rientro, questa mattina, alle proprie abitazioni situate in corrispondenza dei civici 27, 31 e 33 di via Marconi e al civico 3 di via ai Murun, a Cataeggio di Val Masino, dal momento che dall’ultimo sopralluogo effettuato dal geologo Giovanni Songini e dai tecnici designati dall’Ufficio territoriale regionale di Sondrio non risultano sussistere pericoli ulteriori per l’incolumità dei residenti.

«Lunedì mattina verrà effettuato un nuovo sopralluogo per capire se sarà possibile far rientrare a casa anche altre persone che risiedono verso la piazza e il torrente – dice il sindaco Pietro Taeggi – in aree più defilate rispetto alla traiettoria di frana, tenuto conto che gran parte del materiale instabile è sceso, anche se resta qualcosa ancora nella parte alta dello Scaiun. Saranno i tecnici a dirci come dovremo comportarci. Per ora ci sono ancora 40 persone sfollate e ospitate negli alberghi della zona, il Rustichella, il Miramonti e il Sasso Remenno, e fino a domani si procede così».

Fra gli sfollati c’è il sindaco stesso e la sua famiglia che, però, vivendo in una delle zone rosse meno a rischio, potrebbe essere fra quanti destinati a rientrare a casa domani. È ancora presto per dirlo, staremo a vedere, anche se è una certezza «che i radar non hanno più registrato movimenti sul corpo frana dalla notte di giovedì – dice il sindaco – quando si sono staccate due frane per un complessivo di quasi 7mila metri cubi di materiale rovinato a valle e contenuto, ricordiamolo, interamente, dal vallo paramassi che avevamo appena ultimato grazie ai finanziamenti di Regione Lombardia».

Intenzione del Comune anche quella di noleggiare un secondo radar da posizionare, da lunedì, nei pressi dello Scaiun in aggiunta allo strumento già esistente così da poter esercitare un controllo ancora più capillare sul corpo frana. Che, precisiamolo, per quanto interamente contenuto dal vallo paramassi, incombe su Cataeggio anche se gli abitanti, abituati da anni ad averci a che fare, non lo temono più di tanto. Soprattutto ora che sanno che il presidio è costante, grazie al monitoraggio di Arpa Lombardia, e che è stato realizzato il vallo di contenimento.

Da lunedì si lavorerà al posizionamento di una rete paramassi per un impegno di spesa di 200mila euro, poi seguirà il rifacimento del vallo divelto per 500mila euro. Almeno 30 giorni dovranno rimanere fuori casa buona parte degli sfollati assistiti dai volontari di Protezione civile del posto, guidati da Nicola Fiorelli, e dalla Croce Rossa di Morbegno.

«Noi, come Comunità montana di Morbegno – dice Maurizio Papini, suo presidente, presente al sopralluogo di venerdì mattina con l’assessore Sertori in valle – non siamo direttamente impegnati in questa emergenza, ma siamo a disposizione comunque del Comune per ogni necessità e ringraziamo Regione per quanto già fatto e per quanto continua a fare per questo nostro territorio. Il vallo è stato salvifico, senza non sappiamo cosa avrebbe potuto succedere».

© RIPRODUZIONE RISERVATA