Cronaca / Morbegno e bassa valle
Sabato 13 Giugno 2026
Civo, scintille al primo consiglio comunale
Botta e risposta tra il neo sindaco Guareschi e l’ex prima cittadina Marchetti. Al centro quote rosa, rappresentanza delle frazioni e rapporti istituzionali.
Lettura 2 min.Civo
Toni accesi nel primo Consiglio comunale, a Civo. Protagonisti dovevano essere la seduta d’insediamento, con il giuramento e la nomina della Giunta, ma la sala si è trasformata in un confronto vivace tra il primo cittadino in carica, Emilio Guareschi e quello precedente, Barbara Marchetti, ora in minoranza. E persino il pubblico, seppur non autorizzato, ha deciso d’intervenire per mediare la situazione o esprimere commenti sull’operato di una o dell’altra parte. Numerosi, gli elementi portati all’attenzione da Marchetti sia in termini di scelte della nuova Amministrazione, che di atteggiamenti e rapporti nei confronti delle istituzioni, nonostante l’invito di Guareschi sin dall’esordio a operare in sinergia tra maggioranza e opposizione, concretizzato nella disposizione delle sedie in Consiglio in un alternarsi tra i gruppi, senza divisioni secche di coalizioni. Principio rotto dal gruppo di minoranza “Impegno per Civo” che ha preferito far spostare il consigliere di maggioranza, Mario Rossini per fare spazio a Cristian Galluzzi dell’opposizione che si è così ricongiunto con le compagne Marchetti e Sabrina Mazzoni. Una delle questioni al centro, le quote rosa in Consiglio e l’assenza di un assessore donna, nonostante i passaggi promossi nei giorni prima, il ruolo è stato assegnato a Mario Maghini, non avendo trovato una figura femminile. «Assistiamo ad un teatrino alquanto singolare, con due consigliere che erano state elette dai cittadini, ma che si sono rifiutate di partecipare. È poi uscito un avviso pubblico inedito per la ricerca, ma le due donne c’erano tra i consiglieri eletti: questo è uno schiaffo allo statuto comunale che ne prevedeva espressamente l’inserimento. Siamo in presenza di un esecutivo che calpesta le quote rosa, ricordando che la partecipazione femminile non è solo di parvenza, ma di contenuto» - ha sottolineato il consigliere Marchetti. Alle rimostranze ha reagito subito il sindaco che ha spiegato come le due consigliere, Giovanna Della Nave e Pamela Vanina, siano persone con una motivazione forte, ma con una disponibilità limitata a causa di impegni di lavoro e carichi familiari che non consentono di essere a disposizione sempre: «Una cosa è la motivazione, un’altra è la disponibilità continua che io richiedo perché i cittadini possono avere un bisogno o un problema, noi dobbiamo esserci. Questo non significa che loro non partecipino, anzi è forte il desiderio di contribuire, ma per tutte queste premesse non ho voluto forzare l’incarico di assessore. Questo mi fa essere in pace con la mia coscienza e rispettoso del bene comune: non gravo di responsabilità chi mi dice esplicitamente che non potrebbe gestirle. Sono 45 anni che lavoro così e non cambierò nei prossimi cinque». Marchetti ha posto anche il nodo della rappresentanza delle frazioni perché sia il sindaco che il vice, Guido Ciaponi hanno residenza entrambi a Santa Croce ed ancora ha ricordato il valore delle istituzioni contro il fatto che il sindaco, durante una manifestazione, avesse indossato la fascia tricolore al contrario. «Questo mio errore è stato ingenuo, dovuto a scarsa esperienza e abbiamo tutti sorriso per sdrammatizzare. Invito invece a collaborare per il paese, ma per stasera ho ricevuto solo una serie di accuse» - ha concluso Guareschi. Da parte di Ciaponi, infine, la precisazione di avere residenza formale a Santa Croce, ma di vivere con la sua famiglia nella frazione di Bedoglio.
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