Cronaca / Morbegno e bassa valle
Lunedì 07 Settembre 2026
Colorina, Simona muore a 37 anni dopo il parto
Aveva dato alla luce il figlio Sebastiano appena due settimane prima. Simona Libera, 37 anni, è morta dopo un improvviso malore sfociato in un’emorragia cerebrale. L’ospedale di Gravedona ha avviato un’indagine interna per chiarire le cause del decesso
Lettura 2 min.Colorina
Domenica 2 agosto era nato il piccolo Sebastiano, primo figlio di Simona Libera, 37 anni, di Selvetta di Colorina, anche se residente a Morbegno col marito Alessandro Agostinelli. Una gioia immensa per questa coppia unitasi in matrimonio nel settembre dello scorso anno, attorniata da parenti, amici e dai bellissimi fiori coltivati nella loro “A fior d’acqua flower farm” di Buglio in Monte, attività allestita poco più di un anno prima su imput di Simona stessa, alla quale, però, la giovane donna ha potuto dedicarsi davvero poco. E, cosa ancor peggiore, non potrà dedicarsi al suo piccolo, perché due settimane dopo il parto, avvenuto in Ostetricia all’ospedale di Gravedona, in modo del tutto naturale e sulle prime senza alcuna complicazione, è seguito un lieve malessere sfociato addirittura nel decesso.
«Sono in corso le indagini interne, subito avviate – dice Pier Paolo Maggioni, direttore sanitario dell’ospedale Moriggia Pelascini di Gravedona -. Non abbiamo ancora un quadro delineato. Posso dire che si è trattato di un parto naturale avvenuto senza problema alcuno, che il bambino sta bene, mentre la madre, poche ore dopo, nella notte, ha iniziato ad accusare un lieve mal di testa. Un malessere che si è complicato al punto tale da portare alla morte. Noi, come detto, stiamo approfondendo ogni aspetto come è doveroso che sia, anche se, al momento, più che propendere per un errore umano, del personale medico, temiamo che la donna potesse essere affetta da una patologia pregressa di cui non fosse a conoscenza. Però, ripeto, aspettiamo gli esiti dell’inchiesta interna prima di sbilanciarci per una cosa o per l’altra».
Di tutt’altro avviso Alessandro Agostinelli, marito della defunta, che come sua mamma Antonella, papà Valentino e il fratello Gabriele, che risiedono a Selvetta di Colorina, è passato dalla gioia immensa di una nascita al buio totale di una morte del tutto inaspettata. «Mia moglie non aveva alcuna patologia pregressa, era sana come un pesce – dice -, una donna sportiva (ha militato fino a pochi anni fa nella Polisportiva Albosaggia sezione volley, ndr), seguita nella gravidanza proprio dallo stesso primario del reparto di Gravedona, Stefano Landi, in ferie, però, al momento del parto. La sua è stata una complicazione rara, ma possibile, help, la chiamano, così mi hanno detto i medici. Iniziata con un mal di testa alle due di notte del 3 agosto, lieve, poi sfociato in emorragia cerebrale e in uno stato di coma irreversibile».
Una comunità in lutto per l’accaduto quella di Colorina, tenuto conto che Simona vi è cresciuta e vi era molto legata. Era solita passeggiare per il paese con i suoi tre amati cani e rifugiarsi alla Corna, maggengo sopra il paese, nella baita di famiglia. Amava la natura, Simona, gli animali e la flora. E amava attraversarla anche con la sua moto. Pochi anni fa, nel luglio del 2024, con l’allora fidanzato Alessandro, aveva deciso di aprire un’attività che la immergesse direttamente nella natura, una coltivazione di fiori per farne delle composizioni, dei bouquet, da proporre per eventi di ogni tipo. Un’attività che, ora, senza Simona, non può proseguire.
«Dopo un 2025 sfiniti per organizzare il nostro matrimonio con i nostri fiori – scrive Alessandro sulla pagina Facebook della farm – e gli ultimi nove mesi passati ad aspettare il futuro erede che ci avrebbe sicuramente aiutato nella bassa manovalanza agricola, per ragioni assurde, improvvise e devastanti, come molti di voi purtroppo già sanno, Simona è venuta a mancare. Una dipartita che ha scosso la Valtellina e non solo. Fortunatamente la bassa manovalanza (Sebastiano, ndr) è arrivata lo stesso e si fa sentire. Mancando Simona, però, viene attualmente a mancare quella linfa vitale che ha dato vita a questo progetto partito da poco. Una piccola azienda famigliare che con enormi sacrifici ha provato, da un piccolo sogno di Simona, a portare del buono e del sano in Valtellina. Ora le mie energie devono essere convogliate per forza altrove per cui, “sorry, we are closed».
Simona è stata salutata a Morbegno, il 19 agosto scorso. Un fiore reciso il cui profumo continua ad aleggiare nell’aria.
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