Consumo di suolo del Sondriese: Livigno pesa per il 59%

In provincia quasi 39 ettari di suolo consumato in più tra il 2024 e il 2025, secondo il rapporto Ispra. Livigno concentra da solo 22,98 ettari di incremento netto, più di tutti gli altri 76 Comuni messi insieme

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Sondrio

Quasi 39 ettari di suolo consumato in più in un anno, con Livigno che da solo concentra il 59% dell’aumento netto provinciale. È il bilancio per la provincia di Sondrio che emerge dal rapporto 2026 “Consumo di suolo, ecosistemi urbani e stato del territorio” redatto dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Ispra).

I dati si riferiscono al periodo compreso fra il 2024 e il 2025: l’incremento netto è di 38,73 ettari, equivalenti a 387.300 metri quadrati. Il risultato nasce da due fenomeni opposti: 43,77 ettari di nuovo consumo lordo e 5,04 ettari di ripristini. Sottraendo le superfici recuperate dalle nuove trasformazioni si ottiene il saldo annuale. Il suolo complessivamente consumato in provincia raggiunge così 8.595,48 ettari, pari al 2,69% del territorio. Nuovi consumi la cui distribuzione risulta molto diseguale sul territorio.

Livigno registra da solo un incremento netto di 22,98 ettari, mentre negli altri 76 comuni della provincia, sommati, l’aumento si ferma a 15,75 ettari. Il comune dell’Alta Valle pesa dunque sul saldo più di tutto il resto del territorio. Le tabelle comunali presenti nel rapporto non consentono di attribuire il consumo alle singole opere o di quantificare la quota riconducibile a interventi precisi anche se la preparazione per l’evento olimpico del febbraio di quest’anno potrebbe aver influito non poco sui calcoli.

Alle spalle di Livigno si trovano Ardenno con 1,81 ettari, Chiuro con 1,71 e Montagna con 1,58. Seguono Forcola, con 1,07 ettari, e Sondrio, dove l’aumento è di 0,97 ettari, cioè 9.700 metri quadrati. Piateda registra 0,85 ettari; Buglio in Monte e Mazzo 0,68 ciascuno, Dubino 0,66 e Albosaggia 0,63.

Nel confronto regionale la provincia di Sondrio mantiene la quota più bassa di suolo consumato rispetto alla superficie totale: il 2,69%, contro una media lombarda che è invece del 12,27%. Una differenza che va letta considerando la conformazione particolare del territorio composto da vaste superfici montane ma anche da spazi aperti nel fondovalle, dove si concentrano abitati e collegamenti e dove la pressione si fa più forte.

La prospettiva cambia radicalmente valutando il dato per residente. In provincia risultano circa 480 metri quadrati di suolo consumato per abitante, molto più dei 291 della media lombarda. Si tratta comunque di un rapporto fra superfici artificiali e popolazione che non riguarda dunque soltanto gli edifici. Il monitoraggio comprende infatti diverse forme di copertura artificiale, incluse quelle classificate come reversibili, fra cui i cantieri. Tradurre tutto l’incremento in nuove case o in superfici definitivamente cementificate non sarebbe corretto.

Il bilancio dei ripristini offre un’altra interessante chiave di lettura. Dei 5,04 ettari recuperati in provincia, 4,31 sono a Valdisotto e 0,73 a Livigno. Nel primo comune il nuovo consumo lordo raggiunge 4,67 ettari, ma il recupero porta il saldo netto a 0,36. Un esempio di quanto sia utile affiancare al risultato finale le due componenti: le nuove superfici artificiali e quelle restituite al suolo non consumato.

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