Delebio: degrado e spaccio, la denuncia della minoranza al Comune

La minoranza punta il dito contro la presenza di sostanze stupefacenti in aree pubbliche, sollecitando azioni concrete da parte dell’Amministrazione comunale

Delebio

Ci sono i segnali di un disagio che l’Amministrazione non vuole cogliere e affrontare, come il problema dell’abuso di sostanze in luoghi poco sorvegliati, ma abitati dai cittadini. È l’osservazione della minoranza durante l’ultima seduta consiliare, con il consigliere Stefano Losa che ha sottolineato la necessità di provvedimenti per l’annosa questione dello spaccio in paese, intorno all’area del mulino Mazza e dei lavatoi con la frequentazione di ragazzi in tutte le ore del giorno, in particolare alla sera con movimenti sospetti.

«Non è un’emergenza, ma tanti segnalano e c’è timore, anche perché ci sono persone che si riesce a far ragionare, mentre su altre non sai prevederne le conseguenze. L’Amministrazione non può evitare di esporsi, non è da sottovalutare il fatto che i ragazzi si trovino per fumare, bere e magari spacciare. È da qualche anno che la zona è degradata anche dalla presenza di rifiuti, bottiglie e, in autunno, erano stati accesi anche dei fuocherelli» – ha spiegato Losa. E ancora l’importanza di non rimanere in silenzio di fronte a questi episodi che, in forme simili, si verificano anche in altre zone del paese, richiamando la necessità di fare attività di prevenzione, educazione e una comunicazione chiara, con l’inserimento di cartelli recanti messaggi di rispetto delle regole e di tutela dei beni pubblici. Principi condivisi anche dal capogruppo di minoranza, Erica Alberti che ha lamentato il fatto che «i problemi non vengano considerati da chi ne ha il dovere istituzionale ed è chiamato a risponderne nei confronti dei cittadini. Alcuni di loro, in modo volontario, hanno ripulito l’area e messo dei fiori per mantenere il decoro, di contro la maggioranza è assente. Sarebbero dovute azioni di prevenzione, informazione e coinvolgimento dei giovani che non sono mai arrivate perché non c’è questa sensibilità. Il 16-18% della popolazione è di origine straniera e c’è anche il bisogno di integrazione».

Il primo cittadino Ioli ha ribattuto di «essere consapevole. Non possiamo però esporci in prima persona nella repressione del fenomeno, abbiamo sempre segnalato alle forze dell’ordine, in particolare i carabinieri della caserma che non posso che ringraziare per gli interventi tempestivi e puntuali. Il vicolo Cimarosa con il mulino non è l’unico punto su cui poniamo attenzione». Richiesta l’installazione di telecamere, considerato che numerosi apparecchi sono stati installati negli ultimi mesi, tra cui tre dispositivi nelle vicinanze, in piazza San Carpoforo. Su questa richiesta già è stata espressa la volontà dell’Amministrazione: «Stiamo appaltando la progettazione del mulino» – ha aggiunto Ioli – «si partirà a breve e una volta rinnovata l’area non sarà più bersaglio di attività illecita. A lavori conclusi, ci sarà anche la videosorveglianza di sicuro». La ristrutturazione dell’immobile, acquistato nel precedente mandato, è stata resa possibile da 550mila euro di finanziamento per il restyling che porterà anche a collocarvi la biblioteca, al piano superiore.

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