Cronaca / Morbegno e bassa valle
Giovedì 24 Settembre 2026
Delebio, la villa di Torrazza resta vuota: i residenti chiedono di salvarla e valorizzarla
L’ultimo inquilino lascerà a breve lo storico edificio, di proprietà privata: il Comune esclude l’acquisto per i costi, mentre guarda al recupero dell’ex mulino Mazza.
Lettura 1 min.Delebio
Tra pochi giorni l’ultimo inquilino della villa in Torrazza se ne andrà, lasciando disabitato l’immobile simbolo della frazione. Un tempo casa vacanze e meta di villeggiatura, ideale per il fresco e la posizione defilata, questo edificio è impresso nel cuore dei residenti, al punto che in molti, sui social, hanno chiesto che venga acquistato dal Comune. L’idea è di trasformarlo in un polo per eventi, un punto d’incontro e di socialità, oppure in uno spazio espositivo e museale, così da valorizzarne l’impronta storica e culturale. «La villa in Torrazza è privata, appartiene agli eredi della famiglia Zanzottera che, tra l’altro, abitano fuori provincia. Sicuramente è uno dei luoghi di pregio del nostro paese, ma non abbiamo economie per questa operazione che sarebbe troppo onerosa» - spiega il sindaco, Marco Ioli. E sulla pagina social dedicata proprio a Torrazza, un cittadino interviene: «Ne sono passate di famiglie, io ne ricordo solo alcune. Erbacce e rimboschimento, occupazione abusiva, bivacco, sono degli scenari realistici. Non oso e non voglio ulteriormente immaginare che fine farà se nessuno avrà interesse (non necessariamente affettivo o culturale, ma almeno economico) a prenderla per mano e ridare nuova vita e nuova dignità. Spero che accada.»
Di fronte alla mancanza di un vero e proprio centro polifunzionale o di spazi di aggregazione, l’amministrazione comunale evidenzia come a coprire questo ruolo siano già l’oratorio — con i suoi ampi spazi — le palestre e il campo sportivo. A questi si aggiungerà l’ex mulino Mazza: attualmente in fase di ristrutturazione, il complesso sarà riqualificato per ospitare la nuova biblioteca, le sedi delle associazioni locali e un museo dedicato alla storia rurale del territorio. «Abbiamo già delle progettazioni rilevanti che ci vedranno impegnati per i prossimi anni: il mulino, l’area alla Gera, ma anche l’ex colonia fluviale e i lavori sul bando dissesti. Come edifici di privati, andrà all’asta anche la Casa rosa di proprietà della parrocchia, un’altra grande risorsa da non sottovalutare». Sull’ipotesi di valorizzazione di immobili privati per la comunità si è espressa anche la minoranza, guidata dal consigliere Erica Alberti: «L’ex mulino Mazza era stato acquistato nel mio mandato, grazie a fondi comunali e al contributo delle banche e delle associazioni. Negli ultimi 50 anni, diverse amministrazioni si sono confrontate su come valorizzare determinati edifici privati in un’ottica pubblica, ma nulla di fatto. Esempi di immobili dismessi ce ne sono tanti.» Non solo la Casa rosa, l’opposizione cita l’ex Casa di riposo e l’ex colonia fluviale, lungo la ciclabile, che ha ottenuto un contributo di 400mila euro, a cui l’attuale amministrazione dovrà dare compimento.
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